Puntellamenti ex prefettura nel mirino della Procura

L’AQUILA. L’affidamento dei puntellamenti per i lavori all’ex prefettura sembra più che mai nel mirino della Procura nell’ambito dell’inchiesta Redde rationem. Ieri, pertanto, sono stati riconvocati...
L’AQUILA. L’affidamento dei puntellamenti per i lavori all’ex prefettura sembra più che mai nel mirino della Procura nell’ambito dell’inchiesta Redde rationem. Ieri, pertanto, sono stati riconvocati e riascoltati i costruttori indagati.
Sono tornati davanti ai magistrati i costruttori Maurizio Polisini e Andrea Polisini, i quali assistiti dagli avvocati Acronzio e Lettieri hanno evidenziato come, pur avendo fatto parte del consorzio “Le ali”, non hanno mai fatto un solo lavoro di puntellamento, ma solo restauri di natura privata. I legali, dunque, hanno contestato il significato della presenza dei loro assistiti in tale contesto. I quali, tra l’altro, hanno cantieri aperti in tutta Italia e a causa di questa indagine non hanno potuto partecipare a una gara importante.
In precedenza erano stati ascoltati i costruttori della Dipe, Giancarlo Di Persio e Mauro Pellegrini, i quali sono difesi dagli avvocati Massimo Carosi e Riccardo Lopardi. In relazione all’affidamento di quei lavori i sospettati hanno precisato di essersi limitati a presentare l’offerta e nulla più. Ma, secondo le tesi di Antonio Lupisella, il “grande accusatore”, ci sarebbero state delle irregolarità. Secondo l’accusa questi lavori sarebbero stati dati al consorzio “Le ali” in maniera illecita avvantaggiando quel consorzio, ma a danno di altre imprese. Questo, secondo tesi contestate dalle difese, sarebbe stato fatto con il concorso di tre funzionari comunali, Mario Di Gregorio, Carlo Cafaggi, Giuseppe Galassi, che ieri non sono stati sentiti. Il reato contestato è abuso d’ufficio. I due imprenditori della Dipe, inoltre, hanno spiegato come il reato di false fatturazioni a loro contestato non starebbe in piedi. Comunque, le difese hanno apprezzato che la Procura, in relazione al sequestro dei computer, abbia previsto una procedura per la quale le attrezzature informatiche torneranno nella disponibilità delle aziende edili.
Lunedì prossimo il Riesame si pronuncia sulla revoca delle misure cautelari.
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