Puntellamenti venduti all’asta: sono un emblema del post-sisma

27 Maggio 2023

Arriva un acquirente dopo anni di tentativi a vuoto, ferro e legno ceduti con un rialzo dell’80 per cento Un passo in avanti per liberare il deposito all’ex Sercom dov’è prevista una sala congressi-auditorium

L’AQUILA. Dopo anni di tentativi a vuoto (la prima volta ci provò la giunta guidata da Massimo Cialente) il Comune dell’Aquila è riuscito a “vendere” i cosiddetti puntellamenti, materiali in ferro e legno che nel post sisma 2009 furono utilizzati per ingabbiare monumenti, palazzi e case a rischio crollo in modo da prendere tempo in attesa dell’avvio dei cantieri per la “vera” ricostruzione o ristrutturazione. Ad “aggiudicarsi” i materiali è stata una ditta del Lazio che ha offerto per il ferro quasi l’80% in più del prezzo a base d’asta (da 80 a 142 euro circa a tonnellata) e per il legno (da 40 a 71 euro a tonnellata). Chissà se non abbia influito il fatto che negli ultimi mesi, causa guerra Russia-Ucraina, il prezzo del ferro sul mercato è salito alle stelle e quindi riciclarlo può essere una buona alternativa.
IL COSTO ORIGINARIO
Un’operazione, quella dei puntellamenti post sisma, che è costata alle casse pubbliche oltre 250 milioni di euro (cifra probabilmente in difetto). I lavori venivano pagati a consuntivo: la ditta non potendo fare dei sopralluoghi (e quindi dei preventivi) a causa del rischio crollo, puntellava e alla fine tirava le somme e presentava la fattura.
LO SMANTELLAMENTO
Fra le migliaia di norme post sisma 2009 ce n’è una del 2011 in base alla quale si stabilisce che «le opere provvisionali e di messa in sicurezza, realizzate da soggetti pubblici (cioè praticamente tutte, ndc), per gli edifici danneggiati a seguito del sisma del 6 aprile 2009, sono di proprietà dei Comuni, e che gli stessi, valutata la proprietà e la consistenza delle suddette opere, ne propongono all’impresa lo smontaggio e la consegna in un luogo specifico». Le ditte che operano sui fabbricati messi in sicurezza hanno provveduto alla consegna del materiale nel deposito ex Sercom di Sassa.
EX SERCOM
L’ex Sercom a Sassa è un enorme prefabbricato costruito molto tempo fa per farci un centro commerciale. Dopo anni di inutilizzo da parte del privato che lo aveva realizzato, la proprietà è passata al Comune dell’Aquila che ha pensato bene di stoccarci ferro e legno dei puntellamenti rimossi. L’ex Sercom ora ha due “problemi”. Il primo è che è satura e quindi non può più accogliere i materiali. Il secondo è che c’è in itinere un progetto da 10 milioni (fondi Pnrr) per realizzarci una sala congressi-auditorium e «pertanto» scrive il Comune «va liberata al più presto la struttura e le aree esterne». A settembre 2022 è stato pubblicato “l’ennesimo” avviso di manifestazione di interesse per “vendere” i puntellamenti. Il 24 febbraio 2023, si legge in una recente determina «in seduta pubblica, si è provveduto all’apertura delle offerte relative alle 3 imprese ammesse ed è stata dichiarata l’aggiudicazione provvisoria in favore del migliore offerente individuato è cioè la ditta Centro Rottamazione e Demolizione Pontina Srl con sede in provincia di Latina che ha offerto un rialzo pari al 78% sull’importo posto a base di gara e pertanto gli importi di aggiudicazione sono 142,40 a tonnellata per il materiale ferroso e 71,20 euro per il materiale legnoso». Soldi che andranno al Comune dell’Aquila.
I PALAZZI PUNTELLATI
Scorrendo le determine si apprende che ad esempio il puntellamento di palazzo Carli, fino al 2009 sede del Rettorato dell’Università, è costato quasi tre milioni. La messa in sicurezza di Palazzo De Marchis Simeonibus è costata 1,6 milioni. L’edificio fra via dell’Annunziata, via delle Rose e via dei Setaioli è stato puntellato spendendo quasi 2 milioni. Per palazzo Farinosi Branconi in piazza San Silvestro la spesa è stata di 607.000 euro.
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