Punti nascita, il consiglio non decide e scoppia il parapiglia

24 Marzo 2015

Seduta movimentata con i cittadini che contro il rinvio della seduta rivolgono epiteti a D'Alfonso e maggioranza. A rimetterci (con un bernoccolo) il consigliere Alessio Monaco

L'AQUILA. Le versioni sono diverse, tanto quanto basta per far diventare il fatto una leggenda metropolitana. Che tanto leggenda non è visto che il consigliere regionale di Regione Facile, Alessio Monaco, ci ha rimediato più di un bernoccolo: un taglietto sulla testa, ben visibile essendo la capigliatura non proprio folta. Andiamo con ordine. Dopo una giornata di tensioni e urla, cominciata la mattina con la decisione del vice presidente del consiglio regionale Lucrezio Paolini di sospendere i lavori di fronte a un aula con i banchi della maggioranza praticamente vuoti, e rinviarli alle 16, il dibattito finalmente partito nel pomeriggio sui vari punti all'ordine del giorno non è bastato a stemperare gli animi. A fare traboccare il vaso già colmo per l'avvio dei lavori in ritardo, è stata la decisione del presidente Giuseppe Di Pangrazio di sciogliere il consiglio regionale intorno alle 19,10 proprio a un passo dal discutere la risoluzione urgente sulla chiusura dei Punti nascite di Sulmona (L'Aquila), Atri (Teramo), Ortona (Chieti) e Penne (Pescara), con cui le opposizioni chiedono al presidente e commissario ad acta, Luciano D'Alfonso "di sospendere e ritirare immediatamente il decreto commissariale 10/2015, che disponeva la chiusura dei punti nascita". Al "no" di Di Pangrazio ad aprire "l'ennesima discussione", argomentato con un lapidario "ne abbiamo parlato abbondantemente il 13 dicembre, facciamo un punto all'ordine del giorno in conferenza dei capigruppo per trovare soluzioni concrete", è esplosa la bagarre in aula.

Delusione tra i cittadini arrivati in sostegno dei sindaci di Sulmona, Giuseppe Ranalli, e di Penne, Rocco D'Alfonso _ due dei Comuni interessati dalle chiusure dei punti nascite _ e poi urla, parolacce, bestemmie (se ne è reso artefice in particolare e come si può intuire nel video il consigliere comunale sulmonese di Forza Italia Luigi La Civita). Bagarre che si è spostata fuori dall'aula di fronte agli ingressi secondari degli uffici dei gruppi consiliari. E qui, l'unica cosa certa è che, nel parapiglia generale in cui ha preso forma una lite fra esponenti di diverse forze politiche, si è trovato in mezzo il malcapitato (e tutti definiscono "pacioso" e "pacifista" Monaco. Che ha preso in pieno uno spintone cadendo a terra e procurandosi il graffietto. Per qualcuno la lite sarebbe scoppiata tra il presidente Di Pangrazio e il consigliere grillino Riccardo Mercante, che si sarebbero spintonati travolgendo Monaco. "Io e Mercante non c'entriamo niente", commenta invece Di Pangrazio, "a discutere con concitazione erano un consigliere di maggioranza e uno di minoranza, e Monaco, cercando di evitarli, ha urtato contro la cartellina di un mio collaboratore cadendo a terra". Qualunque sia la versione, la cosa che conta è che Monaco, per lo meno lui, nel guazzabuglio se ne andato sì un po' rosso in viso e scapigliato, ma sorridendo e sminuendo il fatto. Come a dire: "Diamoci tutti una calmata". (Marianna Gianforte)

@ RIPRODUZIONE RISERVATA