Punto nascita, il futuro si gioca tutto sulla deroga

La proposta dell’assessore Verì caldeggiata anche dalla consigliera Scoccia: «È uno strumento previsto dalla norma e già utilizzato da diversi governi»
SULMONA. Confermare la deroga alla chiusura del Punto nascita e salvaguardare così il reparto sulmonese dal rischio chiusura. Questa la posizione dell’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì che dovrebbe sostenere in consiglio regionale. Il reparto sulmonese è sottoposto da cinque anni ormai al rischio chiusura dal decreto Lorenzin. Il provvedimento dell’ex ministro della Salute ha di fatto dichiarato la morte per quelle Maternità che – essendo sparse nelle zone interne e meno affollate della Penisola – non riescono a raggiungere la soglia minima dei 500 parti annui. Un numero importante per un bacino non così grande come quello di Sulmona e che rischiava di mettere la parola fine sulla possibilità di partorire in città. E soprattutto una cifra non recuperabile in pochi mesi, come in un primo tempo stava pensando di fare la giunta Marsilio e soprattutto l’assessore Verì, potenziando gradualmente il reparto. Sulla questione è intervenuta anche la consigliera regionale e sindaco di Prezza Marianna Scoccia, che ha presentato una risoluzione proprio sulla conferma della deroga, che sarà discussa in commissione sanità. «La deroga rimane, ad oggi, l’unica strada davvero percorribile per garantire nell’immediato una stabilizzazione del reparto in attesa di un’eventuale rivisitazione dei parametri stabiliti», ha detto Scoccia. «Lo strumento della deroga per Punti nascita con volumi inferiori a 500 parti per determinate condizioni è espressamente previsto con decreto ministeriale dell’11 novembre 2015. Inoltre, stando al Piano nazionale 2018, sono ancora 90 i punti nascita con meno di 500 parti ancora attivi in Italia, questo a dimostrare quindi come non solo lo strumento della deroga sia consentito e permesso, ma soprattutto come questo strumento sia utilizzato da molti governi. Il Punto nascita di Sulmona è incluso tra i 90 reparti in deroga sul territorio nazionale. Deroga concessa per determinate condizioni e criticità come la mancanza dell’elitrasporto H24 e la completa attivazione della rete Sten e Stam. Oltre alle sopracitate criticità, va riproposta all’attenzione del tavolo di monitoraggio, con forza, quella del disagio orografico, trattato superficialmente dal Comitato percorso nascita nazionale, che considera il bacino afferente al Punto nascita di Sulmona distante meno di 60 minuti dall’ospedale più vicino».
In realtà, ci vogliono due ore e dieci minuti lungo 114 chilometri di curve da Ateleta all’Aquila. Seguono le distanze tra Castel di Sangro e L’Aquila di due ore per 111 chilometri, Ateleta e Avezzano di un’ora e 43 minuti (114 km). È su queste distanze chilometriche, che in inverno diventano proibitive, che si gioca l’ultima chance.
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