Punto nascita, il territorio unito contro la chiusura del reparto

Sindacalisti e amministratori locali tornano a sollecitare assunzioni e risorse per l’ospedale peligno E i consiglieri regionali Fedele e Pietrucci attaccano la giunta Marsilio: manca il piano sanitario
SULMONA. Tutti insieme per dire no alla soppressione del Punto nascita di Sulmona. Una battaglia che va avanti da dieci anni e che ieri mattina è ripresa con più forza e vigore con i tanti che hanno risposto all’appello lanciato dalla Cgil partecipando al sit-in che si è tenuto davanti all’ingresso dell’ospedale di Sulmona.
Sindaci, consiglieri comunali, sindacati, ambientalisti, consiglieri regionali, parlamentari e semplici cittadini, tutti uniti a difesa del presidio ospedaliero del centro Abruzzo e dei suoi servizi sanitari, primo tra tutti il reparto di maternità. Sul banco degli imputati il governo regionale, accusato dai presenti di fare solo promesse e propaganda a scapito dei cittadini dell’Abruzzo interno.
Ad aprire gli interventi è stato il segretario generale provinciale della Cgil Francesco Marrelli: «Abbiamo scelto di manifestare chiedendo alla Regione Abruzzo di assumere immediatamente un impegno, che è quello del mantenimento del Punto nascita perché finora non abbiamo visto alcuna soluzione. Chiediamo, inoltre, alla Regione il riconoscimento immediato per questo ospedale di Dea di primo livello».
«Il vero rilancio del sistema sanitario non può che passare per l’assunzione di personale», ha aggiunto Anthony Pasqualone (Cgil-Fp), «è inammissibile che da anni non vengano espletate procedure concorsuali, cosicché da troppo tempo alcuni servizi e reparti “chiudono per ferie” nei periodi estivi. Riteniamo assurdo, inoltre, che l’ospedale di Sulmona, così come quello di Castel di Sangro, vedano il passaggio di personale a tempo determinato che sistematicamente viene dirottato in altri luoghi generando ulteriori contrazioni di attività e servizi e, peggiorando, nel contempo, le condizioni di lavoro del personale in attività. E ancora, è inammissibile che ad oggi in tutto il territorio peligno sia presente soltanto un primario».
In prima linea anche la senatrice del Movimento 5 Stelle Gabriella Di Girolamo. «La Regione deve investire sul Punto nascita, dotandolo di mezzi, personale medico e risorse per tenerlo in vita, creare un’attrattiva verso questo reparto», ha sostenuto la senatrice, che ha annunciato una sua mozione con la quale, ha spiegato «chiederemo al governo l’impegno per portare avanti con la Regione il Patto della Salute per poter arrivare alla revisione del decreto Lorenzin». Determinata e agguerrita la prima cittadina di Sulmona Annamaria Casini che ha rivendicato l’assunzione di primari e personale per l’ospedale del centro Abruzzo per poterlo rendere più efficace e attrattivo. «La riorganizzazione della rete ospedaliera è presupposto indispensabile per avviare la rinascita dell’ospedale dell’Annunziata, a cominciare dall’assunzione dei primari e quindi dalla riorganizzazione di tutti i servizi ospedalieri», ha tenuto a precisare il sindaco Casini, per poi sottolineare «l’assenza ingiustificata» della rappresentante del territorio della maggioranza di centrodestra in consiglio regionale Antonietta La Porta.
«Ci dicano quali sono le azioni che in questo momento sono state messe in campo perché l’autonomia costituzionale che la Regione ha nella programmazione è in grado di accelerare le decisioni», ha concluso il sindaco. Assente Antonietta La Porta, mentre si è registrata la partecipazione alla manifestazione dei consiglieri regionali Giorgio Fedele (M5S) e Pierpaolo Pietrucci (Pd). «Questa manifestazione è un punto di partenza, mi auguro che si possa continuare con un raccordo più penetrante e completo perché questi sono i temi dell’intero centro Abruzzo. Sono oltre due anni che la Regione non ha un piano sanitario», ha detto Fedele, «e sono due anni che aspettiamo di conoscere la tipologia di servizio sanitario che questa maggioranza ha pensato e vuole attuare in Abruzzo. Il Punto nascita, nonostante le altisonanti dichiarazioni, non ha ricevuto ad oggi alcuna forma di investimento».
Sulla stessa linea Pietrucci. «La Regione deve fare molto e io sto qui per coerenza», ha evidenziato l’esponente dei Democratici. «Quando la Regione decise di chiudere quattro Punti nascita in Abruzzo, compreso quello di Sulmona, io, Andrea Gerosolimo, Luciano Monticelli e Mario Olivieri, votammo la risoluzione che era contro la soppressione dei reparti in questione, determinando così uno strappo con la maggioranza, un atto di coraggio a difesa delle aree interne. Basta chiacchiere e propaganda», ha concluso Pietrucci, «la Regione deve adottare misure concrete per salvare il Punto nascita di Sulmona».
Tra i sindaci presenti anche Guido Angelilli di Pacentro, il quale ha sottolineato che «se si è arrivati a questo punto una parte di responsabilità va data a tutti per il generale disinteresse verso questo territorio. È necessario un tavolo di concertazione con tutte le forze politiche e sociali in cui vada ripensata la medicina del territorio. Una nuova visione senza cercare responsabili perché la responsabilità è di tutti».
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