Punto nascita, la mobilitazione non si ferma

22 Marzo 2015

Consiglio comunale straordinario e manifestazione a Roma per chiedere la deroga alla chiusura

SULMONA. Un consiglio comunale straordinario del territorio per chiedere alla Regione una deroga alla chiusura del punto nascita sulmonese. Cresce la mobilitazione del fronte del no alla chiusura del reparto, al terzo piano dell’ala vecchia, con i sindacati e i sindaci che ieri si sono dati appuntamento in ospedale, dove continua il presidio permanente per tenere in vita il reparto. Oltre al consiglio comunale, le organizzazioni sindacali rinnovano la richiesta di deroga alla Regione e annunciano altre iniziative di mobilitazione.

«Le prossime iniziative», fanno sapere i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Nursind, «prevedono l’organizzazione di una manifestazione territoriale che coinvolga la cittadinanza, le scuole, gli organismi istituzionali e le associazioni di categoria di tutto il territorio. La protesta proseguirà a Roma con una manifestazione che si terrà davanti al ministero della Sanità in occasione dell’incontro tra il commissario alla sanità della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso e il ministro Beatrice Lorenzin. Il tutto fermo restando che la decisione della chiusura del punto nascita dell’ospedale è responsabilità dei vertici regionali, ai quali si ribadisce la richiesta di deroga». È stato lo stesso ministro Lorenzin ad attribuire l’opportunità della sopravvivenza del reparto alla volontà regionale, dopo aver aperto alla possibilità di deroga sulle chiusure in corso. Altre iniziative verranno esaminate e assunte nell’incontro di domani alle 17.30 in aula consiliare, dove ancora una volta sindaci, amministratori, sindacati e rappresentanti delle associazioni torneranno a riunirsi per scongiurare la chiusura del punto nascita sulmonese. Il tasto su cui si proverà a far leva resta quello delle caratteristiche orografiche della zona e delle lunghe e complicate distanze, ancor più problematiche in inverno, dagli altri ospedali della regione. Le recenti dichiarazioni del ministro riarmano, dunque, la battaglia che sembrava persa dopo la firma del decreto 10 da parte del commissario alla Sanità.

Federica Pantano

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