Punto nascita, scontro sulle carte

La Civita: chiusura illegittima perché basata su dati non corretti
SULMONA. Si avvicina a grandi passi la chiusura del punto nascita sulmonese. Dopo il decreto del commissario-governatore del febbraio scorso e il cronoprogramma della Asl (che fissa la fine entro il 31 ottobre), arriva ora il decreto commissariale con cui si dispongono i protocolli sulla chiusura dei reparti. E riparte proprio da questo ultimo atto la battaglia del comitato pro punto nascita, che giudica il provvedimento illegittimo. «Il decreto commissariale numero 58 con il quale si approvano i protocolli attuativi di chiusura dei punti nascita è una vera truffa», commenta senza mezzi termini il portavoce Luigi La Civita. « Non è possibile raccontare sulla carta delle procedure che di fatto sono inattuabili, e tutto ciò non a detta di un cittadino ma degli stessi operatori sanitari». Nei giorni scorsi, infatti, i membri del comitato hanno incontrato il personale del reparto. «Riportare dati non corretti sui tempi di percorrenza tra l’ospedale di Sulmona e quello di Chieti, allo scopo solo di dimostrare che teoricamente tutto potrà funzionare, è veramente inaccettabile», aggiunge La Civita. «L’atto monocratico sembra essere più il frutto di un copia e incolla di notizie e protocolli recuperati a destra e manca tanto per far vedere che gli atti ci sono e che sulla carta tutto potrà funzionare. Qui più che teoria serve la pratica. I cittadini di questo territorio devono sapere fin da ora che le nostre emergenze sanitarie non saranno più gestite e che non troveranno alcuna soluzione, ma verranno lasciate alla pura legge del caso. In sostanza ciò significa rischi altissimi e contenziosi milionari». Da qui l’appello ai rappresentanti politici e al neo assessore regionale Andrea Gerosolimo. «Le decantati reti di Sten e Stam sul trasporto in ambulanza neonatale e materno oltre che non essere ancora attuabile per carenze organizzative è tra l’altro inapplicabile al caso Sulmona», spiega La Civita. «Chiediamo a Gerosolimo di affrontare con tenacia la vicenda punto nascita, badando non alla forma, o alle troppe decantate vie istituzionali, ma solo alla sostanza».
Federica Pantano
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