Punto nascita, si allarga la protesta

Pd e Sinistra italiana aderiscono alla manifestazione di lunedì indetta dalla Cgil
SULMONA. Ci saranno anche il rappresentanti del circolo del Pd e di Sinistra Italiana lunedì davanti all'ospedale di Sulmona a protestare insieme alla Cgil. Francesco Marelli (Cgil L’Aquila), Anthony Pasqualone (Fp Cgil), Orante Venti (Spi Cgil), Andrea Frasca (Nidil Cgil) e Luigi Antonetti (Filmcas Cgil) hanno organizzato per le 10.30 un sit-in per esprimere solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori della Asl che dall’inizio dell’emergenza sanitaria chiedono una maggiore sicurezza per loro e per le persone ricoverate, ma anche per appellarsi alle istituzioni affinché trovino soluzioni che scongiurino definitivamente la chiusura del Punto nascita e si adoperino per la classificazione dell'ospedale di Sulmona a struttura di primo livello.
«Come noto, sul nostro territorio si è perseguita una politica sanitaria di ridimensionamento dei servizi», precisano dal circolo Pd, «a scapito di una popolazione delle aree interne che, per condizioni socio-economiche e oggettive difficoltà legate a un territorio in buona parte montano, avrebbe avuto bisogno viceversa di un potenziamento di quella sanità di prossimità, mai come in questa circostanza di emergenza sanitaria nazionale, così necessaria. Di fronte alle reiterate dimostrazioni di progressivo impoverimento di tali servizi – di cui il perentorio invito alla chiusura del “Punto nascite” del Santissima Annunziata non ne rappresenta che l’ultimo in ordine cronologico – ben venga la mobilitazione cittadina a far sentire una voce chiara di vigoroso dissenso». Anche Pierluigi Iannarelli, segretario di Sinistra italiana L'Aquila, ha dato il suo sostegno alla protesta precisato che «nonostante l'impegno e la dedizione incessante che il personale della Asl ha sempre garantito in particolare durante questa pandemia, malgrado le inadeguate condizioni di lavoro, la chiusura e il ridimensionamento dei servizi sanitari rappresenterebbe il colpo di grazia per loro, per le loro famiglie, ma anche nei confronti dell’intera comunità della Valle Peligna, dell’Alto Sangro e più in generale dell’intera provincia Aquilana». (e.b.)
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