Punto nascite, altra mobilitazione

Mastrangioli (Pd) presenta un ordine del giorno in Provincia
SULMONA. Il consigliere provinciale Enio Mastrangioli scende in campo in difesa del punto nascite sulmonese, con l’elaborazione di un ordine del giorno a tutela del servizio. «Auspico» sottolinea il capogruppo del Pd «che l’intero consiglio provinciale faccia proprio l’ordine del giorno e produca il massimo dell’impegno per difendere un presidio importante per il Centro Abruzzo».
Il provvedimento impegna il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, e la giunta provinciale a intervenire con sollecitudine nei confronti della Regione affinché conceda una deroga al parametro dei 500 parti per l’ospedale sulmonese. Il reparto ha totalizzato appena cento parti in sei mesi: troppo pochi per il limite minimo fissato in 500 dal governo nel 2011. Il piano sanitario nazionale, dopo l’avvio quasi tre anni fa, potrebbe subire una decisiva accelerata dalle nuove disposizioni del ministero della Sanità, sul “miglioramento della qualità, la sicurezza e la riduzione del taglio cesareo”.
In caso di soppressione del reparto le neo mamme saranno costrette ad andare a Pescara, L’Aquila o Chieti, non solo per il parto ma anche per le visite specialistiche. Anche se già molte di loro devono aver fatto tale scelta, visto il calo repentino delle nascite, andando a pesare sui bilanci e sulla mobilità passiva. Anche se c’è stato un incremento dei parti negli ultimi mesi dopo l’innesto di nuovo personale, nell’ultimo anno sono stati poco più di 300 i nuovi nati all’ospedale dell’Annunziata, 130 in meno rispetto alla media degli ultimi anni, che aveva fatto registrare una crescita costante dal 2008 con 320 parti, 330 l’anno dopo e 420 nel 2010. Se le nuove disposizioni del ministero dovessero andare in porto, già dai prossimi mesi l’ospedale potrebbe perdere il suo presidio. Con 30 Comuni e 60mila abitanti totali costretti a rivolgersi altrove. (f.p.)
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