Puntò un coltello al collo del cassiere

10 Febbraio 2016

Finisce sotto processo un giovane accusato di aver rapinato la filiale della Bper a Pizzoli insieme ad alcuni complici

L’AQUILA. Un giovane romano è stato rinviato a giudizio (per la seconda volta dopo che gli atti erano tornati dal dibattimento all’udienza preliminare) per una rapina commessa nel 2010 ai danni della filiale di Pizzoli della Bper, all’epoca Carispaq.

Si tratta di Daniele Aloise il quale, agendo con un altro imputato per il quale si procede separatamente, è accusato di essersi fatto dare quasi 8mila euro. Più in particolare il giovane, dopo avere fatto irruzione nella banca, avrebbe puntato un taglierino alla gola del cassiere, Nicola De Guglielmo, intimandogli di consegnargli l’incasso sotto la pesante minaccia. Avrebbe poi ordinato agli altri dipendenti della banca e ai clienti di stare fermi altrimenti sarebbero stati uccisi tutti. Fatto sta che lui e il complice si impossessarono delle banconote di vario taglio e assegni per poi fuggire a bordo di una Citroen C2 di proprietà di una donna ma condotta da un’altra ragazza.

I componenti della banda, tra cui anche le due donne (con responsabilità minori) per le quali si procede in altro giudizio, furono sorpresi e arrestati dai carabinieri nelle vicinanze dell'istituto di credito preso di mira. Infatti, le tracce da loro lasciate resero possibile per i militari la loro cattura in breve tempo.

Ieri il giudice per le udienze preliminari del tribunale Giuseppe Romano Gargarella, esaminate le richieste delle parti, ha disposto il rinvio a giudizio dell’imputato con l’accusa di rapina e il processo è stato fissato per il 6 ottobre prossimo. L’uomo è assistito dagli avvocati di fiducia Pasquale Motta e Antonello Simone del Foro di Avezzano.

TRUFFA. Aggiornato al 18 ottobre per la discussione un altro processo connesso al sisma e come tale sulla via della prescrizione prima della definizione del terzo grado di giudizio. Gli imputati sono il dottor Gianfranco Cavaliere e la madre i quali secondo le indagini condotte dai carabinieri della stazione di Paganica avrebbero ottenuto, senza averne diritto, un alloggio del Progetto Case di Paganica. Ieri è stato ascoltato un perito medico per ben chiarire un certo aspetto dell’inchiesta e poi il dibattimento è stato chiuso.

Anche questo è un procedimento che era stato archiviato ma poi si è tornati alle fasi dibattimentali.Secondo l’avvocato Attilio Cecchini le accuse sono infondate.(g.g.)

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