Quadruplicati i pasti che la Caritas serve all’esercito dei poveri

Salgono a 11 mila l’anno, sono 200 i volontari della mensa Chiedono aiuto sempre più giovani coppie e pensionati
SULMONA. Più di trenta pasti caldi al giorno per un totale di 11mila nell’ultimo anno. Tocca alla Caritas diocesana tamponare la crisi economica e occupazionale del territorio, dove la disoccupazione supera il 30%. Il bilancio dell’ultimo anno al fianco degli ultimi è stato tracciato dal vescovo Angelo Spina e dal responsabile della mensa diocesana, don Antonio Amatangelo, nel consueto pranzo natalizio con gli operatori, i volontari e gli ospiti della struttura. La mensa è aperta a pranzo 365 giorni l’anno, anche a Natale. «Non poteva essere altrimenti» conferma il vescovo «siamo una grande famiglia e l’affetto è necessario sempre». Oltre a un pasto caldo, infatti, si chiedono attenzione e ascolto. «Chi frequenta la nostra mensa vive una grande povertà di relazioni» aggiunge una delle operatrici, Simona D’Amore «il più grande bisogno dei poveri oggi è quello di essere ascoltati e presi in considerazione. Prima di dar da magiare bisogna prestare attenzione e garantire una presenza». Presente in tutte le parrocchie dei comuni della diocesi, la Caritas assiste più di 2mila persone, con quasi 20mila pasti serviti nell’ultimo anno in tutto il Centro Abruzzo. Dal 2011 il numero dei cosiddetti nuovi poveri è quadruplicato, raggiungendo i duemila assistiti, mille e cinquecento in più rispetto all’anno precedente. Erano, infatti, 500 nel 2010, trecento nel 2009 e 188 nel 2008. La gran parte di queste persone è di Sulmona ed entra nella mensa passando dall’ingresso posteriore del Vescovado per discrezione; ma non mancano gli stranieri, soprattutto i romeni, che rappresentano in città una delle comunità più numerose. Sono una trentina i clienti fissi del refettorio di via Porta Romana. Gli assistiti sono soprattutto sposati, giovani coppie o famiglie in cui uno dei componenti ha perso il lavoro, ma anche pensionati soli. Sono almeno 30 i pasti serviti al giorno nella mensa diocesana e centinaia gli assistiti in altri modi, dalla consegna di viveri a quella di abbigliamento e medicine, come accade alla parrocchia di Cristo Re, dove ogni settimana vengono distribuiti 800 chili di alimenti confezionati. La solidarietà, però, da queste parti si coniuga con la discrezione degli operatori, vista la reticenza della gran parte degli assistiti a far sapere la loro condizione. Si entra dagli ingressi posteriori (come nel caso della mensa) o dalle uscite secondarie (come per la chiesa di Cristo Re), dove l'esercito dei 200 volontari è sempre pronto a dare una mano e un sorriso discreto.
Federica Pantano
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