Quaglieri: difesa del Giovenco pretestuosa e campanilistica

20 Febbraio 2020

Il consigliere regionale difende il progetto per l’irrigazione dei campi del Fucino: «Una fuga in avanti dei pescinesi, il rischio vero è perdere 50 milioni di euro» 

PESCINA. Sulle sponde dell’ex lago Fucino, diventato l’orto d’Italia, esplode la guerra dell’acqua tra Pescina e Trasacco: Mario Quaglieri, consigliere regionale (Fratelli d’Italia) ed ex sindaco di Trasacco, bolla come «pretestuosa, elettoralistica e campanilistica» la protesta dei pescinesi, con in testa il primo cittadino, Stefano Iulianella, e il suo vice, Tiziano Iulianella, determinati a fermare il progetto della Regione che prevede il prelievo d’acqua dal Giovenco per alimentare la futura rete irrigua. A Pescina si teme che il corso d’acqua venga prosciugato. «L’assessorato all’Agricoltura, l’Arap e il Consorzio di bonifica», tuona Quaglieri, «stanno lavorando in sinergia con l’Autorità di distretto cui è riservata la parola definitiva sui progetti, mentre le fughe in avanti di alcuni pescinesi hanno il sapore di un movimentismo elettorale infarcito di ricorsi storici non in sintonia con le norme esistenti e, soprattutto, con la pubblicità dell’acqua, altrimenti campanile per campanile sarebbe facile per i cittadini trasaccani affermare che l’acqua distribuita dal Cam (in paese ci sono i pozzi a servizio dei centri della zona, ndc) alle famiglie di Pescina è prelevata dai pozzi di Trasacco».
Per Quaglieri la questione va inquadrata in una visione d’insieme senza battaglie di campanile. «Alzare un polverone citando alcuni stralci del progetto e non esaminando tutta la documentazione progettuale, compresa quella prodotta dall’Autorità di distretto, su un’opera attesa da sempre dal mondo agricolo e dalle amministrazioni locali, con la sola eccezione di Pescina, a mero scopo elettorale», dichiara, «è da irresponsabili: il rischio vero è quello di ritardare l’iter e perdere il finanziamento di 50 milioni di euro».
Pericolo da evitare per Quaglieri che promuove l’azione del governatore Marco Marsilio, dell’assessore all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, e del presidente del Consorzio, Dario Bonaldi, per «aver riannodato i fili con l’Autorità di distretto con la quale, dopo aver esaminato problemi e priorità del loro progetto preliminare delle opere da realizzare risolvere le criticità legate all’uso e la disponibilità della risorsa idrica nella piana, sono state concordate le soluzioni prospettate dai due enti regionali. La delibera di giunta regionale nel dare priorità alla realizzazione dell’impianto, come richiesto da portatori di interesse e amministrazioni», continua Quaglieri, «ha ritenuto quest’ultimo complementare al disegno ottimale della gestione della risorsa complessiva dell’area come proposta dall’autorità di distretto e impegnato l’organismo di programmazione del Masterplan ad avviare le procedure per riprogrammare le economie derivanti dall’attuazione dell'intervento: sia per l’estensione della rete irrigua verso il completamento della copertura del comprensorio che per la realizzazione del progetto esecutivo complessivo che comprende le vasche di laminazione a Pescina-San Benedetto e l’invaso di Amplero».
La partita, comunque, è solo alle prime battute: domenica, alle 16, infatti, al municipio di Pescina, il sindaco ha chiamato i pescinesi a un’assemblea pubblica. Obiettivo: mobilitare la piazza per stoppare la captazione di acqua del Giovenco.
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