Qualità di vita, la provincia perde 7 posti

22 Dicembre 2015

Sette posizioni in meno rispetto al 2014. L’indagine sulle 110 province italiane condotta dal quotidiano economico “Il Sole 24 Ore” vede quella dell’Aquila scivolare dal 70° al 77° posto. Il dato...

Sette posizioni in meno rispetto al 2014. L’indagine sulle 110 province italiane condotta dal quotidiano economico “Il Sole 24 Ore” vede quella dell’Aquila scivolare dal 70° al 77° posto. Il dato viene spiegato così dal sindaco del capoluogo di regione: «I dati del Centro per l’impiego ci dicono che su 106mila abitanti, il 27 per cento è iscritto alle liste per il lavoro. Il terremoto si è abbattuto pesantemente sulle case e sul tessuto economico e produttivo e siamo ancora in una fase di crisi. I settori più colpiti in questo tsunami sono quelli del commercio e dell’artigianato. Il nodo è il crollo della domanda interna. La disoccupazione ridimensiona gli acquisti e penalizza il commercio, la gente impoverita non compra e non consuma, si perdono altri posti di lavoro. È chiaro che la città deve ripartire. La domanda chiave è questa: perché nel più grande cantiere d’Europa non vi sono ricadute economiche? E subito dopo l’altra: perché vengono scelte imprese di fuori che non lasciano niente sul territorio? E ancora: le imprese aquilane lavorano con gli aquilani? A chi vanno i subappalti? Ci si lamenta della tassa di occupazione di suolo pubblico, che è più bassa di quella dell’Emilia, ma nei cantieri non c’è lavoro per gli aquilani. Dei quattro miliardi erogati finora sulla ricostruzione, il ritorno non l’abbiamo visto. Riteniamo che questi soldi stiano andando altrove. Da qui si prende e basta. Ma non ci arrendiamo. Molte delle posizioni perdute», afferma in conclusione Cialente, «si possono riguadagnare. Tra due anni risaliremo. Adesso siamo ancora in convalescenza: l’importante è che il governo ci faccia fare il bilancio». (e.n.)