Quando a Silvi sospese le attività Caritas e chiuse la cappella realizzata dai fedeli

30 Marzo 2018

Un parroco, padre Massimiliano Di Carlo, già incappato in alcuni incidenti di percorso. Prima di arrivare a Castelvecchio Subequo, il frate sospese le attività della Caritas nella chiesa dell’Assunta...

Un parroco, padre Massimiliano Di Carlo, già incappato in alcuni incidenti di percorso. Prima di arrivare a Castelvecchio Subequo, il frate sospese le attività della Caritas nella chiesa dell’Assunta a Silvi Marina, affidando a Facebook le motivazioni della sua decisione. «La Caritas», scrisse, «non è altro che un semplice comitato interno all’ente Parrocchia, non è associazione, non ha alcuna rappresentatività legale. Bisogna far riferimento al parroco che talora può affidarsi a persone di propria fiducia... per svolgere alcuni compiti. Ringraziando gli spiriti critici, ho deciso che vista l’urgenza e il tema, dato che sono impegnato a Roma per l’esercito italiano, ho chiesto a chi si occupa del servizio di avvisare gli utenti Caritas che la prossima settimana sospendiamo la distribuzione di vestiti e alimenti per avere tempo di consultazione e controllo». E ancora, durante la messa di Natale annunciò di voler rottamare quello che avevano costruito i suoi predecessori. Sempre a Santa Maria dell’Assunta chiuse una cappella costruita con le donazioni e sulla porta lasciò un messaggio: «Il luogo è stato chiuso per motivi di sicurezza, accuso i miei predecessori di poca onestà». Poi, durante la messa dell’Epifania, ironizzò contro i fedeli che avevano protestato.