Quando Michel Piccoli girò un film all’Aquila

24 Maggio 2020

L’AQUILA. Ci sono anche ricordi aquilani nella lunga vita del grande attore francese Michel Piccoli, scomparso all’età di 94 anni. Era nato a Parigi il 27 dicembre 1925 da una famiglia di musicisti...

L’AQUILA. Ci sono anche ricordi aquilani nella lunga vita del grande attore francese Michel Piccoli, scomparso all’età di 94 anni. Era nato a Parigi il 27 dicembre 1925 da una famiglia di musicisti con origini ticinesi. «Nell’autunno del 1982», scrive l’ex vicesindaco e storico delle vicende aquilane Goffredo Palmerini, «Piccoli venne per qualche settimana all’Aquila per le riprese del film di Luciano Tovoli “Il generale dell’Armata morta”. Le riprese all’aperto furono girate sull’altipiano di Campo Imperatore e tra le balze del Gran Sasso che richiamavano il paesaggio albanese. Gli interni, se non ricordo male, a Palazzo Palitti a Roio. Il film, credo l’unico che il grande autore della fotografia Tovoli abbia girato come regista, era tratto dal romanzo del famoso scrittore albanese Ismail Kadaré. Vi si racconta di un generale italiano (Marcello Mastroianni) e un prete (Piccoli) andati in Albania a cercare i soldati italiani morti su quel fronte per riportarne le spoglie in patria. Il generale Ariosto (Mastroianni) non è solo un militare di alto rango incaricato di andare in Albania per cercare i resti dei Caduti durante la Seconda Guerra mondiale. Sarà per lui un viaggio tra risentimenti, ricordi degli orrori vissuti in guerra e vecchi rancori. Ma è anche un uomo con una sua vita privata, innamorato della contessa Betsy Mirafiore (Anouk Aimée) e geloso dell’avvicinamento tra il prete don Benetandi (Michel Piccoli) e la donna, moglie del comandante del battaglione blu. La contessa Mirafiore, donna bellissima e sensuale, è brava a mettere in evidenza e in contrapposizione la gelosia tra i due uomini, il prete e il generale. Un cast di tutto rispetto per quel film, anche con Gérard Klein e con un giovane Sergio Castellitto. Ricordo che una sera il sindaco Tullio de Rubeis e qualche assessore – anche chi scrive, ero assessore alle finanze –, la produzione ci invitò a una conviviale. Andammo a cena alle Salette Aquilane, a Coppito, c’erano il regista Luciano Tovoli, Michel Piccoli, Marcello Mastroianni, Anouk Aimé e altri attori e tecnici. Una bella serata, ricordo, nella quale, pur nell’apprensione mia d’incontrare personaggi di primo piano del cinema mondiale, famosi e forse un po’ snob, scoprii invece un Mastroianni simpaticissimo e molto alla mano, un altrettanto simpatico e ironico Michel Piccoli, mentre la sola Anouk Aimée si teneva un po’ riservata, ma non sulle sue. Davvero una serata piacevole e a tratti assai divertente. Tovoli era invece di casa all’Aquila, giacché per via del sodalizio culturale che aveva con Gabriele Lucci, già da due anni avevano messo su quella grande kermesse dell’Istituto Cinematografico “La Lanterna Magica”, il festival “Una Città in Cinema”, con i direttori della fotografia e gli altri protagonisti del cinema, che avrebbe fatto dell’Aquila una capitale della Settima Arte».
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