Quartiere Banca d’Italia progettato dagli studenti

14 Marzo 2017

Saranno gli universitari dell’Aquila e i ricercatori del Gran Sasso Science a mettere in campo idee per la ricostruzione ecocompatibile dell’antico rione

L’AQUILA. Saranno gli studenti dell’università dell’Aquila e i ricercatori del Gran Sasso Science Institute a progettare il nuovo quartiere della Banca d’Italia, uno dei luoghi identificativi della città, realizzato negli anni ’40-’50 a via XX Settembre, crocevia con viale Duca degli Abruzzi, dentro le mura antiche, per un’estensione di circa 28 mila metri quadrati.

È il frutto di una convenzione tra ateneo e Sidief, la società immobiliare controllata al 100% da Banca d’Italia, che dal 2014 è proprietaria e gestisce in locazione le unità immobiliari. Una chiamata a raccolta delle idee e delle intelligenze migliori, non soltanto tecniche (aspiranti ingegneri e architetti), ma anche umanistiche: intellettuali, psicologi, urbanisti, sociologi. Perché la ricostruzione di una città non è fatta soltanto di mura e cemento, ma anche di spazi da rivalutare e concepire da capo, in funzione di una comunità che si ricostituisce. Ben vengano, quindi, team multidisciplinari di studenti creativi. Il bando per partecipare al concorso di idee – presentato ieri al rettorato di via Giovanni Di Vincenzo, oltre che dalla rettrice Paola Inverardi, anche dal presidente della Sidief, Mario Breglia; dal direttore generale Carola Giuseppetti e dal capo del servizio Immobili della Banca d’Italia, Paolo Anselmi – è stato pubblicato oggi sul sito dell’Università. Le idee progettuali dovranno avere «carattere innovativo e potranno spaziare da proposte per una nuova immagine del quartiere, basata su tecnologie smart ed ecocompatibili, all’individuazione di nuove funzioni pubbliche e private, capaci di attrarre nuove famiglie, studenti e lavoratori», ha spiegato il direttore generale della società, Giuseppetti.

I tre progetti vincitori saranno individuati entro settembre da una giuria composta da rappresentanti dell’università, della Sidief e della Banca d’Italia, mentre il progetto migliore riceverà una borsa di studio di 5 mila euro e un appartamento (in comodato d’uso per un anno) dentro il quartiere. Il secondo e terzo premio ammonteranno a 3.000 e 2.000 euro. «L’idea è di chiedere un contributo diretto agli studenti, che diventeranno così i protagonisti della ricostruzione», ha commentato la rettrice, «a loro toccherà reinventarsi questo quartiere storico, duramente colpito dal terremoto del 2009, all’interno di quella che sarà la nuova città».

«Il quartiere della Banca d’Italia», ha concluso la Inverardi, «è al confine tra l’immediata periferia e il centro storico, verso cui fa da cerniera ed è, quindi, un quartiere significativo per il futuro della città. C’è spazio per tutti in questo concorso di idee».

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