Quartiere Banca d’Italia, tutto come nel 2009

Il consigliere De Santis: «Una vergogna quelle palazzine distrutte dal terremoto, sembrano bombardate»
L’AQUILA. Dopo 12 anni dal terremoto, le case cosiddette della Banca d’Italia, in via XX Settembre, sembrano i resti di un recente bombardamento. A denunciare la situazione è Lelio De Santis, capogruppo di Cambiare insieme in consiglio comunale che parla di «vergogna ingiustificata». Come spiega il capogruppo, infatti, «chiunque passi lungo via XX Settembre, quasi di fronte al tribunale, si imbatte in un’area devastata, più che dal terremoto, da un recente bombardamento. Eppure sono trascorsi 12 anni e dei lavori di ricostruzione degli edifici distrutti non si vede ancora un minimo segnale». Il progetto Banca d’Italia-via XX Settembre, che riguarda il palazzo dell’Anas, l’edificio dell’Ater e due condomini in via Fonte Preturo e via Castiglione, fu approvato nel 2012 e l’accordo di programma fu sottoscritto nel 2015. «Prevedeva la ricostruzione degli edifici, la realizzazione di una piazza di 2.000 metri quadrati e degli esercizi commerciali di vicinato, con la riqualificazione urbana di tutta l’area e la previsione di spazi sosta anche per autobus», continua De Santis. «Nel 2019 la giunta comunale ha modificato l'accordo di programma precedente, stralciando la realizzazione della piazza, il cui costo di 650.000 euro è stato messo a carico del Comune. Da allora, un progetto così ambizioso e importante, di un importo di 5,6 milioni, che si sviluppa su circa 9.000 metri quadrati, è finito affossato e dimenticato nelle maglie della burocrazia e della cattiva amministrazione. È un esempio negativo della ricostruzione che non va, che non parte, che deturpa la città e che, soprattutto, non sollecita la responsabilità del sindaco e degli assessori competenti. Mi auguro che la nomina del nuovo dirigente serva anche a riprendere questo importante progetto e a dare seguito a quanto previsto dal Masterplan definitivo. Suggerisco, pertanto, di ricostruire le case delle 25 famiglie che le abitavano, di realizzare la piazza a spese del Comune e di consentire la realizzazione degli esercizi commerciali previsti in tempi ragionevoli: sarebbe così risanata e riqualificata un’area strategica della città, realizzando anche sevizi utili al quartiere della Banca d’Italia e agli utenti del tribunale». (m.c.)
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