Quattro anni fa la bufera sui Casamonica

Da allora proibizioni in mezza Italia: a ottobre il video e le polemiche per il rito degli Spinelli a Pescara
SULMONA. È dal 2016, da quando il funerale messo in scena a Roma dai Casamonica che provocò polemiche a non finire, che le questure di mezza Italia vietano i cosiddetti funerali show. Nell’occasione dei Casamonica furono sequestrate anche le ditte che contribuirono nell’allestimento del rito funebre. Da quel momento non tutte le questore adottano lo stesso provvedimento. Ci sono i questori che autorizzano i funerali così come vengono concepiti dalla tradizione rom ed altri che lo vietano. A Pescara, nell’ottobre scorso, il funerale di Cristoforo Spinelli è stato celebrato con il tradizionale rito. Anche se un fascicolo sarebbe stato aperto dopo il video, girato con il telefonino da un automobilista, che mostra la via Salaria vecchia bloccata dal passaggio di cavalli neri che trainano una carrozza antica e intarsiata. A Torino invece, il 30 maggio scorso, è stata vietata la banda ma non il carro trainato dai cavalli per il funerale di Idriz Seferovic, capo di uno dei club più importanti dei rom torinesi. Stesso divieto è scattato il 19 dicembre dopo la morte di Enrico Spada, detto Macistino, vista la sua mole, con un imponente numero di poliziotti presenti lungo il litorale laziale a evitare la spettacolarizzazione dell’ultimo saluto al giovane 33enne considerato l’erede del clan Spada.
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