Quattro donne in lotta per rilanciare il proprio territorio

Francesca, Cristina, Antonella e Adriana hanno investito in aziende vinicole, ricettività, maglierie e fattorie
L’AQUILA. Quattro donne, quattro vissuti, quattro zone dell’Abruzzo interno, uno stesso obiettivo: valorizzare la propria terra e non lasciarla morire. Francesca, Cristina, Antonella e Adriana ogni giorno “lottano”, con le loro attività, contro lo spopolamento, la mancanza di lavoro, contro l’arretratezza, soprattutto di pensiero, per «insegnare ai concittadini a essere consapevoli della bellezza dei nostri paesi».
Oggi vogliono raccontare le loro storie fatte di amore viscerale, impegno e determinazione. «L’Abruzzo montano», dicono, «resiste anche grazie a noi». Sono un’aquilana doc, due aquilane tornate da città più grandi per vivere e lavorare su questo territorio e una romana che ha deciso di cambiare la sua vita, trasferirsi in montagna e metter su un’azienda agricola. Le loro storie hanno un sapore familiare, che profuma di camino acceso e vino rosso, ma sono costruite con coraggio e fatica, non solo fisica: «Siamo donne che portano avanti la casa, la famiglia, oltre al lavoro, per il quale spesso non veniamo neanche prese sul serio, soprattutto dagli uomini, per i quali una donna non è in grado di fare alcuni antichi mestieri come la lavorazione del formaggio o la coltivazione delle lenticchie in altura».
ADRIANA. Adriana Tronca ha l’azienda vinicola Vigna di More a Goriano Valli, nel comune di Tione degli Abruzzi. È nata all’Aquila. Dopo tanti anni fuori regione, è tornata nel 2001, si è innamorata della valle dove vive e ha messo su vigneti di pinot nero per farne uno spumante. «Troppo spesso le piccole iniziative vengono ignorate in nome di progetti molto più grandi», dice, «e in questo modo non si permette la crescita delle attività minori che, in realtà, sono preziosi custodi delle zone montane».
FRANCESCA. Francesca Ardizzola ha deciso nel 2004 di tornare a vivere nel paese della madre, Navelli. Qui ha comprato una casa e, oltre che il suo nido, ne ha fatto un’attività turistica ricettiva che si chiama Abruzzo Segreto. «Chi vuoi che venga a Navelli? Mi dicevano i paesani». Oggi il paese ha circa 60 posti letto, numerose sono le strutture ricettive e gli eventi che si svolgono nei dintorni, soprattutto a carattere eno-gastronomico e in special modo in estate. E proprio l’estate 2016 è stata negli ultimi anni la stagione migliore in quanto a presenze turistiche. Francesca è anche la referente per la provincia dell’Aquila della Scuola del Gusto Abruzzo, che organizza iniziative volte alla valorizzazione dei prodotti locali in collaborazione con le diverse realtà produttive del territorio.
ANTONELLA. Antonella Marinelli, aquilana doc, ha un laboratorio di maglieria in città, aperto nel 2011, che si chiama “I campi di mais”. Cardatura, filatura, tintura, prima erano solo un hobby: Antonella faceva l’impiegata. Poi è scattato qualcosa, ha aperto questa attività, ne ha guadagnato in qualità della vita e tranquillità in famiglia, nonché nelle preziose relazioni umane con i clienti che ha trovato, in Italia e all’estero, soprattutto tramite il web.
CRISTINA. Cristina Caselli, romana appassionata d’Abruzzo come meta di vacanze, ha deciso, nel 2001, di trasferirsi a Rocca di Mezzo, e metter su, a 1.300 metri sul livello del mare, “In Fattoria”, un’azienda agricola per legumi, grano solina e miele. Il suo obiettivo è la condivisione: tutte le filiere vengono condivise con laboratori per conservare, valorizzare, e divulgare le tradizioni.
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