Quei 4mila studenti dimenticati Senza una vera scuola dal 2009

3 Ottobre 2021

E nel 2022 si diplomano i primi ragazzi che hanno frequentato soltanto moduli provvisori Prosperococco e Colacicchi: «Nessuno ha pensato a realizzare degli istituti in centro»

L’AQUILA. Ancora 4mila studenti si trovano nei musp, nessuno dei 36 moduli provvisori realizzati nel 2009 è stato dismesso, 43 milioni stanziati e utilizzati solo in minima parte, neanche una scuola prevista in centro storico. Dopo la denuncia del preside Antonio Lattanzi, e il botta e risposta tra il consigliere comunale del Pd, Stefano Palumbo, e il vicepresidente della Provincia, Vincenzo Calvisi, a fare il punto della situazione è il Comitato scuole sicure che da anni si batte per la ricostruzione degli istituti aquilani. «Mentre i politici continuano la campagna elettorale facendo leva su questo argomento, in 12 anni nulla o pochissimo è stato fatto» tuonano Massimo Prosperococco e Silvia Colacicchi, «non solo non ci sono le scuole: manca anche una visione d’insieme del problema, un progetto».
NESSUNA SCUOLA IN CENTRO
I due rappresentanti del Comitato ribadiscono quello che il preside Lattanzi aveva già sottolineato: «Mentre in centro storico tornano a popolarsi le abitazioni e ad aprire vecchie e nuove attività commerciali, nessuno ha pensato che nel cuore della città deve tornare almeno una scuola elementare e una media», dice Prosperococco, «non nei vicoli, certamente, ma in zone limitrofe al centro».
IL CASO CARDUCCI
Attualmente, infatti, tutte le scuole sono in periferia. Il caso emblematico è quello della media Carducci, ancora nel musp, «mentre c’è un progetto di abbattimento e ricostruzione già finanziato per la vecchia scuola in muratura di viale Duca degli Abruzzi. Uno stabile che il Comune vorrebbe cedere per la realizzazione di una Casa dello studente». Ma quello della Carducci, da sempre la scuola media del centro cittadino, oggi nella frazione di San Giacomo, è solo uno degli esempi.
NUOVO COTUGNO?
«Molte scuole del Comune e della Provincia ancora non sono state localizzate. Tante cose sono state dette, ma poco fatto. L’unica scuola in centro con un percorso definito è l’ex istituto Femminile, dove andrà il tecnico per Geometri, sempre su viale Duca degli Abruzzi. Anche per il liceo Classico, da sempre nel cuore della città, non c’è chiarezza: si è parlato della caserma Rossi, dell’ex ospedale di Collemaggio, ma ancora non esiste un progetto. La Provincia è già destinataria di un finanziamento di 12 milioni per il nuovo Cotugno, da anni bloccato dalla mancata individuazione di aree idonee. Così si favorisce lo spopolamento del centro. Manca una visione del futuro della città».
INDICI DI VULNERABILITÀ
Intanto, ricorda il Comitato «nel 2022 si diplomeranno i primi studenti che non si sono mai seduti sui banchi di una vera scuola». Una grande amarezza, per i rappresentanti, che negli anni hanno incontrato sulla questione i massimi vertici dello Stato. «Il problema musp investe soprattutto le scuole elementari e parte delle medie, fatto salvo il caso del Cotugno», spiega la Colacicchi, «ma non bisogna dimenticare che chi frequenta le superiori a Colle Sapone si trova in edifici con verifiche di vulnerabilità da far accapponare la pelle, che ancora non sono stati adeguati».
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