«Quei messaggi sbagliati delle telenovelas»

La Croce rossa: «Hanno condizionato le ultime generazioni». Corsi di educazione al rispetto dell’amore
AVEZZANO. La Croce rossa di Avezzano ha deciso di entrare nelle scuole «per contrastare l’influenza delle telenovelas», e rompere quegli stereotipi sbagliati sui rapporti affettivi che hanno condizionando negativamente e in maniera esponenziale le ultime generazioni. I corsi scolastici di educazione alla non violenza, al rispetto interpersonale, alla pari opportunità e, soprattutto, al rispetto e valorizzazione dell’amore saranno possibili grazie a una partnership con la Cartiera Burgo di Avezzano.
Dal 14 maggio, fine del lockdown, fino a oggi, il centro antiviolenza della Croce rossa di Avezzano ha gestito venticinque richieste di aiuto. Nel 2019 i tredici centri della rete antiviolenza d’Abruzzo hanno registrato 3.190 contatti, di cui 500 hanno sporto denuncia.
«Ora che il peggio dell’emergenza sanitaria legata al Covid19 sembra passato», spiega la già vicepresidente nazionale Maria Teresa Letta, «la Croce rossa di Avezzano ha ripreso a pieno ritmo le sue attività istituzionali e, purtroppo, è impegnatissima con i casi di violenza sulle donne, anche e soprattutto, nell’ambito domestico».
Il progetto all’insegna dell’educazione alla non violenza e al rispetto dell’amore promosso dalla Croce rossa è stato molto apprezzato e incoraggiato dai dirigenti della Cartiera Burgo che hanno messo a disposizione del Centro antiviolenza una generosa somma affinché sia realizzato nelle scuole medie superiori della città, non appena i dirigenti scolastici potranno riaprire le porte delle scuole ai volontari che già negli anni passati hanno proposto incontri riscuotendo grande apprezzamento e consenso tra gli studenti, gli insegnati, ma anche nei genitori e nelle forze dell’ordine che hanno sempre supportato l’attività dell’associazione. Le operatrici del centro antiviolenza della Cri di Avezzano hanno ideato degli appositi corsi di educazione alla non violenza, al rispetto interpersonale, alla pari opportunità e al rispetto e valorizzazione dell’amore rivolti agli adolescenti al fine di contrastare l’influenza negativa dei media sulle ultime generazioni. L’équipe desidera, inoltre, educare le ragazze a un maggiore rispetto della propria identità, dignità e sensibilità tipica femminile per essere in grado di individuare ed allontanare i violenti sin dalle prime, apparentemente insignificanti, manifestazioni di autoritarismo, egoismo possessivo e sfogo punitivo sulla persona che tenta di sottrarsi alla violenza. «A nome del consiglio direttivo del comitato Cri di Avezzano, delle operatrici del Cav e di tutti i volontari attivi della Marsica», conclude Letta, responsabile del Centro antiviolenza, «desideriamo ringraziare il direttore dello stabilimento Burgo di Avezzano, Marco Pietro Errani, il capo del personale Francesco Maiorani, e tutta la direzione nazionale Cartiere Burgo che ci permettono di realizzare questo programma nel tentativo di ridurre o addirittura eliminare localmente il fenomeno della violenza sulle donne arrivato spesso fino al femminicidio».
Durante la pandemia l’associazione avezzanese si è prodigata con i servizi Pronto farmaco e Pronto spesa grazie anche al prezioso supporto di semplici cittadini e aziende.
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