Quel matrimonio è fasullo: in cinque sotto processo

5 Ottobre 2022

Irreperibile l’algerino che con le nozze simulate voleva ottenere la cittadinanza Nei guai una 34enne sulmonese che si finse sposa e gli autori del piano

SULMONA. Ha messo su un finto matrimonio con una donna di Sulmona, per poter ottenere la cittadinanza italiana. Protagonista della vicenda un algerino irregolare che pur di restare in Italia ha pensato bene di rivolgersi a due faccendieri di Pescara che in poco tempo gli hanno organizzato un matrimonio con una 34enne. A far saltare il piano sono stati gli agenti della squadra anticrimine del commissariato di Sulmona che si sono presentati in Comune nel giorno fissato per le nozze, facendo saltare tutto. Sotto processo sono finite cinque persone: lo sposo, Abdelkerim Guerroum 36enne algerino tuttora irreperibile, la sposa Camilla Trombetta 35enne di Sulmona, Alex Gatta 34enne di Pescara, Filippo De Felice 60 anni di Pescara e Sihame Rochdi originario di Casablanca Marocco, ma residente anche lui a Pescara, tutti con l’accusa di aver organizzato un matrimonio simulato «per favorire la permanenza (dell’algerino) sul territorio dello Stato, in violazione delle norme e delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione». Ieri mattina è stata ascoltata la sulmonese. Davanti al giudice Francesca Pinacchio, la donna ha raccontato la sua versione dei fatti, confermando di essersi prestata al finto matrimonio solo perché si trovava in precarie condizioni economiche. «Si tratta di una vicenda delicata frutto della situazione in cui vengono a trovarsi molti giovani che si trovano in condizioni economiche critiche», spiega il difensore della donna, l’avvocato Serafino Speranza. «La mia assistita ha accettato la proposta proprio perché si trovava in stato evidente di necessità. Cosa che è emersa chiaramente nel corso dell’udienza e che sono certo di poter dimostrare durante la discussione che si terrà tra due settimane».
Davanti al giudice Pinacchio ha testimoniato anche la responsabile dell’ufficio anagrafe, che tra molti “non ricordo” ha confermato però di aver notato qualcosa che non andava nei documenti prodotti dagli sposi, tanto da avvisare la polizia. I fatti fanno riferimento al maggio del 2016. I finti sposi vestiti di tutto punto, si recarono a Palazzo San Francesco per le prime promesse, accompagnati dai due testimoni. Ma proprio mentre aspettavano di essere ricevuti dalla funzionaria comunale è arrivata la polizia. Momenti concitati nei quali lo sposo riuscì a dileguarsi facendo prendere le proprie tracce, tanto che da allora si rese irreperibile ma non riuscì ad evitare di essere denunciato. Insieme a lui, sono finiti sotto processo anche gli altri quattro protagonisti della storia. La nuova udienza è stata fissata per il 13 ottobre quando il giudice pronuncerà la sentenza.
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