Quella foto con Sara fece il giro del mondo

Scattata dal fotografo Massimo Percossi all’alba del 6 Aprile 2009 ritrae la piccola con mamma Stefania
L’AQUILA. Una donna sotto shock, con un vistoso cerotto sul naso e lo sguardo perso nel vuoto. E la sua bambina, che dorme alle sue spalle stremata, adagiata su una barella.
La foto, scattata da un fotografo dell’Ansa, Massimo Percossi, all’alba del 6 Aprile 2009 nell’ospedale da campo improvvisato allestito all’esterno del San Salvatore, fece in poche ore il giro del mondo, andando a finire anche sulle copertine dei giornali stranieri. Stefania Faraone, la mamma, e sua figlia Sara Luce, oggi vivono a Picenze, nel comune di Barisciano, in una casa di famiglia costruita da Carlo Cruciani, marito di Stefania e papà di Sara, dopo il terremoto. Ma presto torneranno ad abitare tutti e tre in centro, vicino a via Cascina, in quella stessa casa crollata la notte del sisma, dalla quale riuscirono a uscire miracolosamente illesi. A tirarli fuori dalle macerie furono uno studente e un vicino di casa, che dopo aver portato la propria famiglia al punto di raccolta in piazza San Pietro, tornó indietro a salvarli. La casa è stata ricostruita con criteri antisismici e ora è pronta a ospitare la seconda, forse terza vita di questa famiglia. «So che sono stata scelta come Dama della Bolla», dice Sara, «perché sono una testimone del nostro evento più drammatico, ma anche della vita che non si è fermata. Come me, tutta la città non si è fermata. Sono consapevole di essere stata chiamata a rappresentare L’Aquila; L’Aquila sì, che dopo tutte le sofferenze dimostra ogni giorno di essere più forte, unita, capace di trarre il meglio anche dalle situazioni peggiori. Sono onorata di ereditare il ruolo da una donna eccezionale come Paola Protopapa e sono grata al sindaco Pierluigi Biondi e al Comitato per aver ritenuto che anche io potessi dare il mio contributo alla Perdonanza del decennale».(r.c.)
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