Quinta giunta, l’ira dei consiglieri: sindaco ostaggio di vecchi politici

SULMONA. «Un sindaco commissariato che tradisce la città e i suoi elettori». L’opposizione boccia senza appello la quinta giunta di Ranalli. «Mentre a livello nazionale si inneggia al cambiamento»...
SULMONA. «Un sindaco commissariato che tradisce la città e i suoi elettori». L’opposizione boccia senza appello la quinta giunta di Ranalli. «Mentre a livello nazionale si inneggia al cambiamento» accusano i consiglieri Daniele Del Monaco, Mimmo Di Benedetto, Gianfranco Di Piero, Alessandro Pantaleo e Luigi Santilli «Sulmona viene ancora gestita da vecchi politici, che tirano i fili del malcapitato burattino di turno. Siamo oramai in presenza di un sindaco commissariato, sotto tutela, che in nome della politica del tirare a campare, ha abdicato alle sue prerogative facendosi dettare le scelte da personaggi che lo hanno completamente esautorato». L’opposizione critica la nomina di Luisa Taglieri, la figlia di Domenico Taglieri, di Aldo Milan, da sempre vicino a Bruno Di Masci, e anche di Nicola D’Alessandro di Sel «che» puntualizza Sulmona Bene in Comune «dovrà collaborare con l’ex vice sindaco di Federico, ferocemente combattuto in campagna elettorale». Il riferimento è a Enea Di Ianni, passato ai banchi della maggioranza. «I moralisti e moralizzatori di Sel, che sempre hanno dichiarato di volersi distinguere per rettitudine politica» riprendono i cinque consiglieri di Sulmona Unita «in queste ore si sono resi protagonisti di una delle pagine più buie della politica cittadina barattando i loro principi con la preservazione della posizione di gestione del potere. Il Pd e Pronti per cambiare giocano sulla professionalità delle persone. Il Psi, trincerandosi dietro un fantomatico “patto per la città”, si pone, previa adeguata remunerazione, quale salvatore della patria ma, in realtà, è semplicemente salvatore di se stesso o, meglio, di quelle poche nostalgiche persone che lo costituiscono».
Chiara Buccini
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