Raccolta di medicinali per il Venezuela

Il promotore è il medico-chirurgo Leombruni: dalla Valle Peligna abbiamo una risposta straordinaria
SULMONA. In media 1.500 chili di farmaci vengono raccolti ogni mese in Valle Peligna per il Venezuela. Il paese sudamericano, che vive una grossa crisi politica ed economica, non riesce nemmeno a garantire le cure basilari ai cittadini, che continuano a morire di malaria o dissenteria. Grazie all’infaticabile lavoro del dottor Edoardo Leombruni, medico chirurgo italo-venezuelano, che presta servizio in ospedale, e promotore dell’associazione italiana Ali onlus, periodicamente medicinali e altri aiuti riescono superare tra mille difficoltà e con qualche escamotage le frontiere e i tantissimi controlli. Proprio come è accaduto di recente con la consegna di 12 apparecchiature per la dialisi, arrivate anche grazie alla collaborazione di un’associazione venezuelana con cui il medico di Pratola mantiene contatti costanti.
«Tantissime persone, tra loro anche bambini, perdono la vita perché manca una semplice tachipirina o perché non si è in grado di garantire l’assistenza medica di base», spiega Leombruni. Sulle forme di aiuto, il presidente dell’associazione, che porta avanti un programma umanitario internazionale, ricorda che si possono donare farmaci al centro di raccolta sulmonese in via San Polo, oppure denaro sul conto corrente 1032820555, intestato a: Associazione latino americana in Italia, causale “Ali per Venezuela”. «Finora la risposta del popolo peligno e degli italiani è stata straordinaria», dice il medico, «basti pensare che l’80% delle donazioni arriva proprio dagli italiani». Un sostegno logistico agli aiuti umanitari in Venezuela arriva anche dal Cisom di Sulmona (Corpo italiano di soccorso Ordine di Malta), che sta facendo lo stoccaggio dei farmaci raccolti. «La Valle Peligna continua a dimostrare di esserci», commenta Leombruni. «La gente si interessa della delicata situazione in cui il Venezuela si trova, a cominciare dai titolari delle farmacie collocate sul territorio per finire con i medici dell’ospedale di Sulmona».
La onlus, con oltre 200 volontari e 27 centri raccolta, in più di 4 anni di lavoro ha permesso di distribuire gratuitamente a molti venezuelani medicine che altrimenti non avrebbero potuto avere. Solo nel 2018 sono stati spedite e distribuite oltre 12 tonnellate di aiuti umanitari. Una catena di solidarietà intrecciata da tanti volontari in Italia e Venezuela. (f.p.)
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