Raduno di Fiat 500 per ricordare il giovane Martinelli

5 Maggio 2016

Sarà anche un omaggio alla città ferita dal terremoto Appuntamento domenica dalle 8 alle 10.30 in piazza Duomo

L’AQUILA. Le “mitiche” Fiat 500 di nuovo nel capoluogo per un omaggio alla città ancora ferita e in ricordo di Federico Martinelli, giovane residente a Pizzoli, appassionato cinquecentista, scomparso prematuramente a causa di una grave malattia. Domenica si svolgerà in città, organizzato dal locale Coordinamento del Fiat 500 Club Italia, il “6° Raduno città dell’Aquila - 2° Memorial Federico Martinelli”.

Di seguito il programma della giornata.

Dalle 8 alle 10.30 ritrovo con iscrizione, colazione e consegna gadget nei pressi di piazza Duomo (centro storico) all’Aquila. Poi a cura della delegazione Fai aquilana e dei ragazzi del 3° anno dell’Istituto Tecnico economico indirizzo Turismo dell’Aquila, sarà effettuata una visita nel centro storico cittadino.

Alle 10.30 partenza per il giro turistico passando per via San Bernardino, via Zara, Castello, Fontana Luminosa, Stadio, viale della Croce Rossa, piazza d’Armi, Amiternum, Statale 80, Pettino statale, San Vittorino, Cermone, Pizzoli.

Alle 11 arrivo a Pizzoli e dopo un giro in paese tutti al Castello, messo gentilmente a disposizione da Adelmo Gioia, dove la Pro loco offrirà un aperitivo. Poi, nei pressi del Castello, prova di abilità, intrattenimento per i bambini, stand gastronomici.

Alle 12.30 partenza verso il ristorante “Spapizar” (Statale 80 chilometro 6, 159 – Cansatessa ) e alle 16.30 consegna premi e ringraziamenti.

Per informazioni Davide 345-8779186 o Alessandro 338-3600264.

LA STORIA. Fiat 500 è un nome legato in maniera indissolubile alla storia dell'Italia post bellica, un’icona del made in Italy le cui radici affondano nel lontano 1936. In quegli anni Fiat voleva a tutti i costi di portare all’attenzione del pubblico un’auto per tutti, obiettivo che venne centrato parzialmente prima con la Balilla e poi con la 500 Topolino. La Casa torinese cercava infatti di produrre un’auto “minima perfetta”, dalla motorizzazione adatta alle esigenze e al portafoglio dell’italiano medio. Dopo anni di prototipi bocciati dai vertici Fiat, Dante Giacosa, a capo dell’ufficio tecnico Fiat, diede i natali al progetto 110, in pratica l’erede della stessa Topolino, divenuta ormai troppo anziana per essere ancora appetibile. Auto pragmatica, la 110 era dotata di un bicilindrico quattro tempi da circa mezzo litro raffreddato ad aria, con trazione posteriore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA