Ragazzi al lavoro nel parco Daolio

L’area verde, da tempo in stato di totale abbandono, ripulita dai giovani del collettivo studentesco
SULMONA. Si sono presentati in una quindicina, armati di scope, rastrelli e palette. In poco più di una mattinata hanno ripulito da rifiuti di ogni genere il parco fluviale Daolio. Sono i ragazzi del collettivo studentesco che domenica hanno trascorso una giornata diversa al parco fluviale. Sono riusciti a liberare l’area verde, che versava da tempo in stato di totale abbandono, da carte, bottiglie, resti di cibo, lattine, pacchetti di sigarette, ma anche cellulari e pneumatici. Una vera e propria bomba ecologica, dunque, che hanno provato a disinnescare con scope e rastrelli che si sono portati da casa. Gli studenti-ecologisti hanno così riempito una ventina di sacchi neri che hanno poi portato in uno dei vicini cassonetti dell’immondizia. Il degrado del parco, però, ha raggiunto ormai da tempo anche le parti coperte e in muratura della struttura. Qui finestre, lavabi e water dei bagni sono stati danneggiati in più punti o divelti. Mentre le stanze, utilizzate come dormitori da fortuna, sono state usate anche per accendere fuochi, con le pareti e gli angoli anneriti. Tutto documentato, tutto fotografato è tutto postato su Facebook. Sulla pagina del Collettivo studentesco. Qui la prima delle quasi 30 immagini pubblicate ritrae uno dei ragazzi con in mano un vecchio cartello con gli orari: “Apertura 8-19, si prega di rispettare il seguente orario per evitare di restare chiusi nel parco, grazie!”. Questo l’avviso della polizia municipale che gli studenti hanno ritrovato in un’area del polmone verde cittadino. Oltre ai rifiuti e ai resti di accampamenti improvvisati, sono finite in rete anche le fotografie degli arredi danneggiati. Dalle panche e dai tavoli in legno per i picnic a quelle in pietra posizionate sotto gli alberi, senza contare i gradoni dell’anfiteatro divelti in più punti e le ringhiere arrugginite. Appena un mese fa era stato rimesso il cancello d’ingresso divelto a luglio. Tanti i messaggi di congratulazioni ricevuti dai ragazzi, come quelli di Carla Giuliani, Fabrizio Rucco e Stefania Ferretti.
Nell’attesa che siano posizionate le telecamere di videosorveglianza (la cui installazione è partita nei giorni scorsi in altre zone nevralgiche della città), l’area continua a restare meta di vandali. Dopo un abbandono durato anni, all’ex amministrazione Ranalli era riuscito il colpo di reperire i fondi per ristrutturare e ripulire il polmone verde della zona nuova della città. Il progetto si era concentrato sulla pavimentazione e l’impianto di illuminazione. I lavori – con un importo di 73mila euro – furono affidati alla Corazzini srl di Popoli. Dopo la rinascita e la seconda inaugurazione il 7 agosto del 2014 il parco è tornato a versare in condizioni pietose. La precedente giunta Federico, invece, aveva approvato un progetto per riaprire le porte del parco cittadino (più di 4 ettari) inaugurato negli anni ’80. Erano previsti la riqualificazione dell’orto botanico e del parco giochi, la realizzazione di due uffici da 25 metri quadrati e una sala per le associazioni da 30, un bar, una libreria, oltre alla ripavimentazione dello spazio adibito ad anfiteatro, con la creazione di bagni e l’abbattimento delle barriere architettoniche. Progetto rimasto, però, sulla carta.
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