«Ragazzini pestati dai baby bulli» E in centro divampano le proteste

20 Luglio 2022

Due gli ultimi episodi in piazza Risorgimento e a Villa Torlonia, minore ferito. Procura informata  Di Pasquale del Comitato commercianti: città sotto scacco, i temi sicurezza e decoro vanno affrontati

AVEZZANO. Il fenomeno avviene da mesi. Baby gang composte da ragazzini italiani e stranieri si aggirano nel centro della città terrorizzando i coetanei. E almeno due gli episodi che si sono verificati negli ultimi giorni. Il primo in piazza Risorgimento. La vittima è un adolescente, preso a calci e pugni dal branco, costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso dell’ospedale. Giorni prima, presumibilmente la stessa baby gang aveva già colpito in piazza Torlonia. La Procura di Avezzano sta monitorando il fenomeno dopo una serie di segnalazioni ricevute e le forze dell’ordine sono al lavoro.
Perché quelli delle ultime settimane non sono gli unici episodi; da mesi ci sono le lamentele di alcuni genitori preoccupati per la portata che il fenomeno sta assumendo anche in città.
Inevitabilmente gli episodi hanno scatenato anche le polemiche.
Sulla vicenda sono intervenuti la presidente del Comitato commercianti del centro, Giuliana Di Pasquale, il coordinatore regionale dei giovani di Italia al centro, Matteo Di Genova, l’ex consigliere comunale Aurelio Bruni e il consigliere comunale di Noi con l’Italia, Alfredo Mascigrande. I quattro pongono l’accento sui temi della sicurezza e del decoro.
«Non è accettabile che una città debba vivere sotto scacco di certi scellerati», tuona Di Pasquale, «il sabato, in particolare, è sufficiente una passeggiata veloce per le vie del centro per capire che più di qualcosa non va in termini di sicurezza. E non serve neppure un occhio troppo attento. Si vedono traffici anomali in ogni angolo di strada, ragazzini sbandati che sfasciano, sfrecciano, urlano e insultano chiunque abbia il coraggio di richiamarli a un minimo di ordine e di decoro. Il tema del decoro e delle sicurezza devono ritrovare la priorità sui tavoli competenti», suggerisce la presidente del Comitato commercianti del centro, «non sarà negando l’evidenza o lanciando sui social l’hashtag di invito a Vivere Avezzano che si troveranno le soluzioni. Servirebbero programmi e strumenti di rigenerazione urbana».
«Nel fine settimana la movida molesta prende il sopravvento tra parapiglia violenti, danneggiamenti ad auto parcheggiate, abusi di alcol sotto gli occhi di tutti. La problematica è delicata», osserva Di Genova, «e coinvolge sia l’aspetto sociale che l’ordine pubblico e, pertanto, serve uno sforzo importante sotto diversi aspetti. Tuttavia, un presidio maggiore del territorio che restituisca decoro e vivibilità alla nostra città è un fatto imprescindibile».
«Il problema della movida violenta è un fatto generalizzato», aggiunge Bruni, «che purtroppo non riguarda la sola città di Avezzano. Tuttavia la considerazione non può indurre a un sentimento di frustrante rassegnazione. È necessario uno sforzo che dia centralità alla problematica, superando l’agonia del tirare a campare di questa amministrazione comunale».
A tal proposito è intervenuto il consigliere di minoranza Mascigrande. «Il fatto che l’episodio sia avvenuto quando il centro città era gremito di gente è molto preoccupante, anche sotto il profilo sociale», sottolinea Mascigrande, «la questione della sicurezza e del decoro sono diventate priorità per molte amministrazioni che vogliono garantire la vivibilità ai propri cittadini e uno sforzo, in tal senso, è necessario anche da parte dell’amministrazione di Avezzano. Se i cittadini lamentano una condizione di abbandono e la scarsa sicurezza bisogna dare risposte concrete. Alcune amministrazioni hanno previsto una specifica delega al controllo del territorio che, di concerto con le forze dell’ordine, predispongono un piano di monitoraggio delle zone e situazioni più critiche e un piano effettivo di azioni congiunte di presidio. Il rimpallo di responsabilità sui temi così sensibili non è più accettabile».
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