Rainaldi: non verso soldi perché ci vuole chiarezza

Altri come la Taddei Spa e il Consorzio Di Vincenzo Strever hanno deciso di investire con aiuti concreti (fino a 120 mila euro) all’Aquila Rugby e Calcio
L’AQUILA. Per alcuni imprenditori aquilani, l’ex sindaco Massimo Cialente non sarebbe stato in grado di catalizzare gli imprenditori di fuori regione e indirizzarli verso il Fondo Etico e verso donazioni a scopo sociale.
C’è chi, però, come l’imprenditore aquilano Ezio Rainaldi, non ha risposto al Fondo Etico per scelta. «Ho sempre chiesto di conoscere dove sarebbero andati a finire i soldi e come sarebbero stati spesi», dice Rainaldi. «Ma, Fondo Etico a parte, avevo già denunciato, come presidente del Teatro Stabile d’Abruzzo (Tsa) questa situazione: non si è fatto nulla per far lasciare qualcosa sul territorio alle imprese: quelle più importanti lo hanno lasciato, ma “altrove”. E mi riferisco alle percentuali che hanno dovuto sborsare per i “sensali”, per poter entrare all’Aquila. Personalmente, con la nostra azienda abbiamo elargito 15 mila euro per la rappresentazione della Passione di Cristo di Antonio Calenda, un evento culturale importante; pago di tasca mia per il Circolo Tennis. Nei miei uffici aziendali ho ospitato per molto tempo l’Associazione teatrale “L’Uovo”. Ho dato una mano alla Bocciofila Paganica. Occorre innescare una “lobby” positiva, per lo sport e la cultura».
Un’impresa di fuori L’Aquila che, al contrario di molte, si è data da fare per investire in una ricaduta nel sociale e nello sport in città, è il Consorzio Di Vincenzo e Strever (Gennaro Strever), di Chieti. «Abbiamo sponsorizzato L’Aquila Rugby per due anni», afferma Gianni Di Vincenzo, «ma non mi sembra che il Fondo Etico decolli. Ci eravamo dati un vincolo, con un certo livello di adesioni, in percentuale alle attività svolte. Ma i risultati non ci sono stati».
Il Consorzio Di Vincenzo Strever nel 2012 ha investito 120 mila euro nell’Aquila Rugby, insieme all’imprenditore aquilano Eliseo Iannini, che a sua volta ne ha versati altri 120 mila euro nelle casse del club neroverde: in tutto 240 mila euro. E senza ricevere grandi appalti, soprattutto da privati. Altre aziende hanno incassato 300 milioni di euro per i lavori, ma senza alcuna ricaduta. Imprese di fuori regione hanno costruito impianti sportivi, come il PalaJapan a Centi Colella (costato 7 milioni di euro andati a un’azienda di Roma), che non potranno mai essere gestiti da società sportive cittadine perché i costi sono altissimi. «Fino a quando non ci è capitata la disgrazia del fallimento, abbiamo riservato al territorio risorse sensibili per iniziative sportive, culturali e sociali», sostiene Daniele Taddei, socio della Taddei Spa. «Dal 2009 abbiamo cominciato a operare ristori partendo dai nostri dipendenti colpiti dal sisma, per poi allargare il campo alla città e alla provincia. Tra gli interventi, i contributi alle due maggiori società sportive, L'Aquila Calcio e L'Aquila Rugby. Oggi la nostra azione è concentrata al risanamento aziendale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

