Rainaldi: tasse, ora bisogna alzare la soglia

28 Dicembre 2018

Il delegato Confindustria: ok la proroga, ma è necessario riaprire le trattative con l’Ue per il de minimis

L’AQUILA. È attesa per domani la pubblicazione, in Gazzetta ufficiale, del decreto che prevede lo slittamento della presentazione dei documenti, per la restituzione delle tasse sospese dopo il sisma del 2009, al 31 dicembre 2019. Il provvedimento è già stato approvato in aula, ma dovrà essere ratificato per fornire alle imprese aquilane una boccata di ossigeno. Una proroga arrivata sul filo di lana, a pochi giorni dalla scadenza, fissata a fine dicembre: data in cui, in assenza di impegno formale da parte del Governo, le aziende inserite nel lungo elenco stilato dal commissario, Maria Margherita Calabrò, sarebbero state chiamate a rendere conto degli aiuti ricevuti e dei finanziamenti ottenuti. Adesso, avranno un anno in più per farlo, ma il delegato alla ricostruzione di Confindustria, Ezio Rainaldi, avverte: «Questo lasso di tempo importante dovrà servire a riaprire il dialogo con l'Europa per portare la soglia del de minimis da 200mila a 500mila euro». E si registra un'importante novità: all'inizio del nuovo anno, il Governo invierà all'Ue la nota redatta con il contributo del tavolo istituito all'Aquila dalla Regione e dalla associazioni di categoria in cui, su basi tecniche ben ponderate, si chiede «di riaprire la trattativa e rivedere l'interpretazione autentica della norma del Governo che fa riferimento proprio alla soglia del de minimis. «Elevare l'asticella», afferma Rainaldi, «consentirebbe di tirare fuori dal pantano un gran numero di aziende, limitando i danni della richiesta di restituzione degli aiuti ricevuti». Una rivisitazione interpretativa della normativa vigente, che porterebbe a un cambio di rotta importante. «Abbiamo seguito la vicenda, nell'ultimo mese, con i tecnici del ministero dello Sviluppo economico», sottolinea Rainaldi, «per aprire una nuova fase di dialogo con l'Ue. In passato sono stati fatti degli errori, la vicenda è stata seguita male, senza un'attenzione costante, quando l'Europa ha bussato alla porta delle imprese aquilane per richiedere i soldi. Ma contiamo di impostare una nuova fase di trattativa, che potrebbe aprire uno spiraglio per molte imprese». Sono 324 quelle inserite nell'elenco, che devono restituire 76 milioni di euro, più oneri vari. Cifra che potrebbe raddoppiare, in base alla soglia di aiuti presa in considerazione. (m.p.)
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