Ranalli, la giunta tecnica è in salita

10 Febbraio 2016

Veti incrociati dei partiti, il sindaco non riesce a trovare la quadra e ha anche pensato di dimettersi

SULMONA. Ennesima fumata nera per la giunta tecnica. Ieri, nuova riunione fino a tarda sera tra il sindaco Peppino Ranalli e l’assessore regionale Andrea Gerosolimo, di ritorno da Pescara, per cercare di trovare un accordo in zona cesarini.

In due giorni sono stati indicati e poi scartati parecchi nomi. Il sindaco ha puntato su nomi eccellenti di persone che si sono distinte e si distinguono nei rispettivi campi di appartenenza. Ma chi per un motivo, chi per un altro, dopo essere stato inserito nell’elenco dei papabili è stato subito accantonato.

Lunedì mattina la nuova giunta era quasi definita e tutti i consiglieri della maggioranza erano stati informati che da lì a poco sarebbero stati contattati per ricevere le designazioni ufficiali dei nuovi assessori. Ma all’ultimo momento tutto è andato di nuovo a monte, per i veti incrociati riemersi tra i partiti.

Qualcuno sarebbe arrivato a proporre una giunta metà tecnica e metà politica, magari con l’uomo o la donna che bisognava “accontentare”. Un metodo logorante di far politica che ha irritato e sconcertato il segretario regionale del Pd, Marco Rapino, ma anche il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, ieri a Bruxelles, convinti che la crisi era ormai risolta. Anche il sindaco, a un certo punto sembrava aver gettato la spugna.

Logorato dal continuo tira e molla di Gerosolimo da un lato e dall’atteggiamento ancora ostile della parte del Pd, controllato da Bruno Di Masci, è caduto in una crisi depressiva tanto da confidare agli amici più stretti di essere ormai stufo e di essere pronto a rassegnare le dimissioni. Poi la voglia di non lasciare da sola la città in un momento drammatico e decisivo per il futuro dei tanti giovani che lo hanno voluto sindaco, lo ha spinto a riflettere e a ricominciare a lottare.

Intanto dall’opposizione arriva un nuovo invito al sindaco affinché prenda atto del fallimento amministrativo e si faccia da parte. In una lettera fatta recapitare al presidente del consiglio comunale e per conoscenza al prefetto Francesco Alecci, il capogruppo consiliare di Forza Italia, Luigi La Civita, lo sollecita a fissare la data della seduta di consiglio comunale, già richiesta dai gruppi di minoranza. Richiedendo inoltre, la convocazione della conferenza dei capigruppo consiliari. «Bisogna prendere atto di questa grave situazione di stasi amministrativa provocata dalla crisi esplosa nel centrosinistra», sostiene La Civita, «per di più la crisi amministrativa è aggravata dall’assenza da più di dieci giorni della giunta comunale, un fatto che nuoce all’intera città». L’immediata e urgente convocazione di una conferenza dei capigruppo consiliari, secondo La Civita, dovrà servire «a valutare le opportune azioni da mettere in campo per rimuovere la grave situazione politica e amministrativa che sta arrecando, come non mai, danni all’intero tessuto produttivo e sociale della nostra città». Mentre la crisi è ancora tutta aperta, con il sindaco Peppino Ranalli alla ricerca di una soluzione legata alla composizione di una giunta tecnica, sullo sfondo si agita ancora l’obiettivo delle dimissioni di almeno nove consiglieri comunali per determinare lo scioglimento del consiglio comunale: per La Civita ci sarebbero ancora i tempi tecnici per andare alle elezioni già dal mese di maggio.©RIPRODUZIONE RISERVATA