Ranalli: «Noi fiduciosi sul no al gasdotto Andremo a Roma»

26 Settembre 2014

Il sindaco plaude al rinvio della conferenza di servizi «Ora tocca a D’Alfonso far valere le nostre ragioni»

SULMONA. Il fronte del no alla Snam segna un altro punto nella battaglia contro la centrale di Case Pente e il metanodotto Sulmona-Foligno. Soddisfazione in città per il rinvio della conferenza dei servizi sulla centrale, che sarebbe dovuta tenersi martedì. Il vice ministro Claudio De Vincenti alla fine ha ceduto al pressing della politica e alle richieste del fronte del no, che lunedì aveva riunito gli stati generali al cinema Pacifico. Parla di un primo importante risultato il sindaco Peppino Ranalli.

«Si tratta di una decisione che ci fa ben sperare», interviene, «simbolo del lavoro svolto finora. Da questo momento toccherà al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, far valere le nostre ragioni per avallare le alternative possibili». La soluzione Cupello, lanciata dal vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, scatenando polemiche e diatribe di campanile, resta quella su cui confrontarsi da mercoledì. Mercoledì prossimo, infatti, De Vincenti ha convocato una nuova riunione del tavolo tecnico che dovrà vagliare le varie alternative. «Ho chiesto di partecipare», aggiunge il sindaco, «visto che nell’ultima riunione il Comune di Sulmona non era stato convocato e mi sembra un errore, dato che l’impianto di cui si deve discutere riguarda proprio la nostra città». Frenano gli entusiasmi i Comitati cittadini per l’ambiente, che preferiscono prima accertarsi di capire se si tratta di un semplice rinvio o di una revoca vera e propria. «Vorremmo capire se siamo di fronte ad un rinvio, come già fatto il mese scorso e a quel punto sarebbe un film già visto», precisa Mario Pizzola dei Comitati, «o se si tratta di una convocazione vera e propria, perché in tal caso le cose cambiano. Per questo abbiamo fatto richiesta al ministero dello Sviluppo economico dell’atto ufficiale. Solo col documento in mano potremo farci un’idea più precisa sulla questione». Il progetto prevede una centrale del gas da 75 bar con relativo gasdotto, fra Case Pente e Colle Savente, in un'area di 12 ettari a pochi passi dal cimitero sulmonese. Tre i turbocompressori previsti, da 11 megawatt l'uno e da 25 metri per 12, alti 10; oltre a tre caldaie e un camino di 14 metri. L’area agricola individuata è a forte rischio svalutazione come denunciato dalle associazioni ambientaliste. L'iter della Snam risale al 2004, quando dopo l'ottenimento di un primo requisito di pubblica utilità (poi scaduto), il procedimento è andato avanti a grandi passi fino alla conferenza dei servizi dei giorni nostri.

Federica Pantano

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