Ranalli non esclude una candidatura-bis

14 Febbraio 2016

L’eex sindaco: «È presto per prendere decisioni, ma sono certo di poter contare su tanti amici leali pronti a sostenere con me un nuovo progetto politico»

«Io ora tornerò al mio lavoro. Fortunatamente il da fare non mi manca, certo mi spiace per come è finita e soprattutto per i risultati che stavamo centrando e per il duro lavoro fatto in questi ultimi tre anni, interrotto in modo così violento». Passata la concitazione delle fasi legate alla sua caduta anticipata, l’ex sindaco Peppino Ranalli sembra guardare con più distacco a quelle dimissioni ,firmate giovedì sera da nove consiglieri, che hanno decretato lo scioglimento del consiglio comunale. Nello stesso tempo, però, preferisce non sbilanciarsi sul suo futuro politico e su una prossima ricandidatura. «Non so ancora cosa farò rispetto a una mia possibile ricandidatura», afferma Ranalli, «ma sono convinto di avere dalla mia parte molti amici leali. Persone che non faranno mancare il loro sostegno a un nuovo progetto politico, volto anche a smascherare gli autori di questa imboscata che stanno condannando la città ad un declino inesorabile».

Il riferimento del sindaco è ai suoi fedelissimi, cioè ai consiglieri della lista civica Pronti per cambiare, Roberta Salvati e Valerio Giannandrea, nonchè all’ex presidente del consiglio comunale Franco Casciani, agli assessori e consiglieri di Sel e Psi e ad Enea Di Ianni, traghettato in maggioranza dopo essere stato l’ex vicesindaco della precedente giunta di centrodestra guidata da Fabio Federico. «Avevamo costituito il consiglio comunale più giovane della storia di questa città», ricorda l’ex primo citatdino, «ed ero orgoglioso di questa ventata di novità, peccato che poi a prevalere siano state ancora una volta le vecchie logiche della politica di un tempo e di chi non ci sta a farsi da parte». Il sindaco, che si definisce vittima di un disegno costruito a tavolino, non sembra però stupito più di tanto per la fine anticipata della sua esperienza amministrativa iniziata dopo il ballottaggio con Luigi La Civita del 26 e 27 maggio del 2013. Ma proprio come chi lo ha preceduto anche Ranalli si è dovuto arrendere all’instabilità politica che caratterizza la città da più di 15 anni. Infatti, anche la giunta di centrodestra di Fabio Federico era stata mandata a casa dalle dimissioni in blocco dei consiglieri comunali. Destino comune con l’ultimo governo di Franco La Civita e prima di lui di quella di centrodestra di Pietro Centofanti. In un’alternanza fra destra e sinistra, intervallata solo dalle parentesi dei vari commissari prefettizi.

Federica Pantano

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