Ranalli promette soldi a chi partorirà in città

1 Aprile 2015

Il sindaco: pronto a tutto per evitare la chiusura del reparto di Maternità Il Comune ancora occupato dai rappresentanti del centrodestra

SULMONA. Il sindaco di Sulmona Peppino Ranalli è pronto a tutto per salvare il punto nascita: anche a concedere un contributo a chi deciderà di partorire all’ospedale dell’Annunziata. Scatta la controffensiva del sindaco che lancia un ultimatum al governatore Luciano D’Alfonso e all’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci, prima di lasciare il tracciato istituzionale.

Nell’incontro di lunedì ad Avezzano, Paolucci ha proposto il potenziamento del servizio Geriatrico in cambio della chiusura della Maternità sulmonese. «Il reparto viene chiuso solo per motivi economici», incalza il sindaco, «è un fatto inconcepibile coi lavori in corso sul nuovo ospedale, le due nuove sale operatorie e il blocco parto, per cui ho dato priorità su tutto. Ci devono dire cosa faranno della sanità regionale ed io certo non sarò il sindaco di una città dove viene potenziata Geriatria e chiuso il punto nascita. Sono pronto a prevedere contributi per chi viene a partorire qui. Il reparto va mantenuto, ma manca la volontà politica. Questa è una battaglia etica e la nostra è una città come le altre e non può diventare un paese». Per ora, però, Ranalli preferisce restare sul tracciato istituzionale. «Difenderò questa città fino in fondo», aggiunge, «andando anche contro D’Alfonso e Paolucci. Il presidente del consiglio Giuseppe Di Pangrazio mi ha garantito che martedì saranno discusse tutte le risoluzioni sui punti nascita. Vedremo cosa accadrà in aula, dove invito a venire cittadini, sindaci, rappresentanti sindacali e delle associazioni. Poi, sarò pronto a tutto».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche i partiti di maggioranza. «Il centrosinistra proseguirà il percorso istituzionale intrapreso e mai abbandonato a difesa dei reparti di Ginecologia e Pediatria», fanno sapere i rappresentanti di Pd, Pronti per cambiare, Psi, Sel e Popolo di Sulmona, «ed è pronto a fare una battaglia a tutto campo e senza alcun timore, qualora commissario e sub commissario dovessero insistere nella loro ingiusta e miope decisione». La ricetta per mantenere in vita il reparto la rilancia Aldo Ronci, economista sulmonese, che si rivolge direttamente al ministro della Salute Beatrice Lorenzin. «Il ministero per lo Sviluppo economico ha messo in atto la strategia nazionale per le aree interne, ponendo al centro il miglioramento della qualità della vita delle persone e assicurando livelli adeguati di cittadinanza attraverso alcuni servizi essenziali, quali salute, istruzione e trasporti», spiega. «Va detto no ai tagli lineari, al peggioramento della qualità della vita e all’ulteriore spopolamento». Si rivolge direttamente a Paolucci la senatrice sulmonese Paola Pelino. «All’assessore regionale dico che non saranno certo i numeri dettati dall’accordo Stato-Regioni a decidere le sorti del punto nascita», incalza. «Primo, perché attendiamo ancora la risposta alla mia interrogazione urgente del ministro Lorenzin, che ha già fatto capire che i numeri sono relativi se ci sono gli standard di sicurezza; secondo, perché di fronte alla ragionevolezza di tutte le argomentazioni, la Regione sarà costretta ad emanare un nuovo decreto sulle caratteristiche orografiche del territorio».

Intanto, va avanti l’occupazione dell’aula consiliare da parte dei rappresentanti del centrodestra, che ieri sera hanno incontrato il personale del reparto. Sono già più di 800 le persone che hanno firmato il quaderno delle presenze in Comune.

Federica Pantano

©RIPRODUZIONE RISERVATA