Rapina un cavatore di tartufi, condannato

Quattro anni e 9 mesi a un giovane di Scurcola Marsicana: ha teso un’imboscata e ha picchiato il rivale
AVEZZANO. Gli tende un’imboscata tra le campagne della Marsica, lo picchia e lo lascia a terra ferito e sanguinante. Con queste accuse un giovane di Scurcola Marsicana, Lorenzo Sabatini, 25 anni, è stato condannato dal tribunale di Avezzano a una pena di 4 anni e 9 mesi di reclusione. Un altro ragazzo è stato invece giudicato dal tribunale per i minorenni dell’Aquila e condannato a 2 anni e 2 mesi. Il tribunale avezzanese, in composizione collegiale, ha ritenuto il 25enne responsabile dei reati di rapina aggravata e di lesioni personali aggravate nei confronti di C.A., un 37enne marsicano, costituitosi parte civile. Nei suoi confronti è stato inoltre riconosciuto un risarcimento per i danni subiti e una provvisionale di 5mila euro. La vicenda ha origine da una denuncia querela presentata dalla persona offesa nell’agosto 2016. Il giovane aggredito, esperto conoscitore di tartufi, quel giorno, il 28 agosto, si trovava in un bar di Cappelle dei Marsi. Dopo aver incontrato per caso l’imputato, gli era stato proposto un incontro in privato per discutere di alcune questioni relative alla raccolta dei tartufi. Il 37enne aveva accettato l’appuntamento, non potendo prevedere ciò che in realtà stava per accadere. Una volta scesi dall’auto, stando a quanto ricostruito in aula, l’uomo è stato prima colpito con un sasso alla nuca, immobilizzato dal minorenne, e picchiato ripetutamente da Sabatini. Prima di fuggire, secondo la tesi accusatoria, i due lo hanno anche rapinato, lasciandolo sanguinante e privo di sensi lungo un sentiero isolato dove lo avevano portato. Fortunatamente era stato trovato e soccorso da una coppia che si era trovata a passare. I due avevano chiesto aiuto e il giovane ferito era stato portato al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano. I medici gli avevano riscontrato un trauma facciale con frattura delle ossa nasali, oltre a delle escoriazioni multiple del volto e una ferita da morso a un dito. C.A. aveva ottenuto una prognosi di 25 giorni. Durante il processo, i testimoni dell’accusa avevano confermato la ricostruzione della vicenda e quindi anche la versione della persona offesa. Il pm Ugo Timpano nella sua requisitoria aveva richiesto una pena di cinque anni. Il collegio (presidente Camilla Cognetti, a latere Marianna Minotti e Paolo Lepidi) ha condannato l’imputato a 4 anni e 9 mesi per rapina aggravata e lesioni personali gravi, disponendo anche l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. La parte offesa era assistita dall’avvocato Roberto Verdecchia, mentre l’imputato da Massimiliano Zitti che ha annunciato ricorso in Appello.
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