Rappresaglia della Lega, salta il consiglio

Il sostegno al vicesindaco dell’Aquila spacca la maggioranza: Stati e Lamorgese votano contro, Udc assente, Ridolfi astenuto
AVEZZANO. Carroccio di traverso, salta il consiglio comunale: l’incidente di percorso, o meglio lo sgambetto alla presidente dell’assise civica, Iride Cosimati, “colpevole” di sostenere il vicesindaco dell’Aquila, Guido Liris, nella corsa verso l’Emiciclo, si è materializzato nella conferenza dei capigruppo. Nel primo atto politico post endorsement a Liris, a Palazzo di città è scattata la rappresaglia: complici l’assenza dell’Udc (che conta tre consiglieri, Leonardo Rosa, Luigia Francesconi, Marco Natale) e l’astensione di Vincenzo Ridolfi (Responsabilità civica, che rappresenta Maria Antonietta Dominici, Donato Aratari e Alessandro Pierleoni), la consigliera del partito di Matteo Salvini, Arianna Stati (fedelissima dell’assessore Leonardo Casciere candidato alle Regionali), e quello in avvicinamento Alberto Lamorgese (Partecipazione popolare), hanno votato insieme alle minoranze facendo saltare il consiglio comunale del 6 di febbraio, quattro giorni prima del voto.
Per la maggioranza una vera e propria Caporetto politica. A mantenere alta la bandiera sono rimasti il forzista Giancarlo Cipollone (del gruppo fa parte anche Ferdinando Boccia) e, per evidenti motivi, Maurizio Gentile (Avezzano popolare, gruppo di riferimento della Cosimati). Inevitabile il brusco scivolone per la maggioranza De Angelis, costretta a capitolare di fronte alle richieste di rinvio dell’assise civica avanzate dai rappresentanti dell’opposizione presenti, ovvero Mario Babbo (Per Avezzano, a cui fa capo pure Gianfranco Gallese) e Roberto Verdecchia (Partito democratico, dove milita anche Domenico Di Berardino) con il sostegno del consigliere Gabriele Tudico (gruppo Misto formato con i due colleghi Sonia Di Stefano e Giovanni Luccitti dopo lo sganciamento dalla minoranza). Quella che era stata immaginata quasi come una formalità, quindi, è finita in una delusione cocente, in primis per il presidente del consiglio, Cosimati, vero bersaglio della Lega (Casciere aveva chiesto le sue dimissioni).
Assenze e voti in libertà hanno fatto saltare gli schemi e aperto la porta alla richiesta di rinvio dei due esponenti dell’opposizione: il consigliere Dem per l’inopportunità del momento, a pochi giorni dal voto per le Regionali (10 febbraio), mentre nel mirino del collega Babbo c’era la scelta dell’amministrazione di affidare all’Urban center il compito di fare da cinghia di trasmissione tra il Comune e l’intera città nel delicato processo di revisione del Piano regolatore generale, “espropriando” gli eletti del popolo, ovvero i consiglieri comunali. Uno dei due punti da portare al vaglio dell’assise civica rinviato a data da destinarsi, infatti, era la delibera di indirizzo sul percorso di revisione del Prg. Niente da fare, anche per una variante di piano, che dopo un po’ di mesi in parcheggio, dopo l’approvazione in commissione, doveva approdare in consiglio per il via libera finale a ridosso delle Regionali. Altro sgambetto? Chissà. E in commissione erano assenti tre consiglieri di opposizione: Francesco Eligi (M5s), Cristian Carpineta (Avezzano giovane) e Gianni Di Pangrazio (Io sto con Avezzano). La batosta, quindi, poteva essere ancor più pesante. Primi assaggi della resa dei conti, quindi, a palazzo di città, dove lo sgambetto della Lega, con le assenze dell’Udc, l’astensione di Responsabilità civica e la presa di distanza del Gruppo misto in odore di maggioranza, fanno soltanto intravedere cosa potrà succedere dopo il voto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

