Reazione allergica dopo la Tac: lieve malore per Messina Denaro

Portato all’ospedale San Salvatore nei giorni scorsi per eseguire un esame fuori dal carcere Le manette in ambulanza, la scorta, l’arrivo nella Radiologia del G8, l’assedio delle forze dell’ordine
L’AQUILA. Dopo l’arresto, a metà gennaio, la speranza dei magistrati era che Matteo Messina Denaro potesse finalmente confessare i suoi orrendi delitti e rivelare i suoi “segreti” e quelli di Cosa nostra. Una speranza che finora è rimasta tale. Eppure quelli che direttamente o indirettamente hanno avuto a che fare in carcere, da un mese e mezzo a questa parte, con il boss sanguinario lo definiscono «un gran chiacchierone» al quale piace «conversare sui massimi sistemi» e soprattutto «sui più recenti ritrovati medici per le cure oncologiche». Come è noto Matteo Messina Denaro soffre di un tumore al colon.
LE CELLE
L’ex latitante ha bisogno di sedute di chemioterapia che vengono effettuate nel penitenziario aquilano. Matteo Messina Denaro è rinchiuso in un settore delle Costarelle dove ci sono sei piccole celle. Tre oggi sono vuote (in una in passato pare fosse stata rinchiusa la compagna dell’anarchico Cospito), una è occupata dal boss mafioso, una è stata allestita come ambulatorio a “servizio” del detenuto e in una terza c’è l’impianto di videoconferenza nel caso Messina Denaro volesse testimoniare nei processi in cui è coinvolto.
LA TAC IN OSPEDALE
Martedì scorso il boss è stato sottoposto a una Tac al San Salvatore che ha avuto l’obiettivo di valutare lo stato delle metastasi e quindi poter fare una chemioterapia più mirata.
IL TRASFERIMENTO
Il detenuto ha lasciato il carcere intorno alle 14.15. A decidere di fare la Tac è stato il primario di Oncologia che ha informato la direzione generale Asl la quale si è rivolta ai vertici del carcere che a loro volta hanno comunicato la necessità del trasferimento alle forze dell’ordine per organizzare la vigilanza.
L’AMBULANZA
Sull’ambulanza arrivata dall’ospedale c’era, oltre all’autista, un infermiere. Messina Denaro è salito sul mezzo insieme a due agenti della polizia penitenziaria che si sono aggiunti all’infermiere. Il boss ha fatto il breve viaggio in manette. L’ambulanza è partita scortata da due auto civetta “blindate”. Niente sirene e velocità non eccessiva. Sul percorso fatto da Preturo a Coppito è impossibile essere precisi. Infatti il capo scorta che sta nella macchina davanti può scegliere fra 5 o 6 tragitti diversi e può modificare il percorso all’ultimo secondo.
AL SAN SALVATORE
Probabile che l’ultimo tratto del “viaggio” sia stato quello che di solito si utilizza per andare all’obitorio. Da lì si arriva, dopo qualche curva, a ridosso del cosiddetto G8, un’ala aggiunta subito dopo il terremoto 2009. Va detto che al San Salvatore ci sono due Tac. Una è nel reparto di radiologia e un’altra al G8 che è stata utilizzata nel periodo della pandemia per i malati Covid. Messina Denaro è sceso con le sue gambe e, appena “sparito” dietro la porta d’ingresso, all’esterno si è “scatenato” l’inferno. L’area è stata posta in stato d’assedio.
LIEVE MALORE DOPO LA TAC
A Messina Denaro è stata effettuata la “Tac con contrasto” che secondo la letteratura medica ha «la durata di 35 minuti circa». Il boss ha avuto una reazione allergica, si è sentito male tanto che ha avuto bisogno di un antistaminico che nel giro di una decina di minuti ha avuto il suo effetto positivo. Questo ha fatto sì che la permanenza si sia prolungata fino alle 16.30 circa.
IL RITORNO
Prima dell’uscita del detenuto da parte delle forze dell’ordine ci sarebbe stata un po’ di “ammuina”. Pare che siano state fatte partire un paio di ambulanze per “depistare” eventuali malintenzionati. Alle 17 il ritorno in carcere, serata con cena leggera e poi davanti alla tv fino a mezzanotte.
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