Recupero tributi, lite sulle regole

Capistrello, l’opposizione: «Stangata alle imprese». Ciciotti: «Così tuteliamo chi paga regolarmente»
CAPISTRELLO. Arriva il regolamento per il recupero dei tributi comunali evasi da commercianti e attività produttive. I due gruppi di opposizione puntano il dito contro l’amministrazione per «un atto che penalizza le categorie»; il sindaco difende «la scelta mirata a tutelare chi paga regolarmente». L’ok del consiglio comunale, quindi, agita la scena politica nel centro rovetano. «Invece di preoccuparsi di come aiutare commercianti e imprese, alle prese con la crisi economica», attaccano i consiglieri di minoranza Dina Bussi e Chiara Di Felice (Obiettivo futuro), Vittorio Silvestri ed Emiliana Salvati (Una buona idea), «l’amministrazione approva un regolamento che rischia di dare una stangata alle nostre attività: commercianti e imprese che hanno un debito col Comune, anche se soltanto di 100 euro, non potranno ottenere autorizzazioni, concessioni e permessi urbanistici, né il loro rinnovo. Si tratta di misure che, a nostro avviso, per avere una reale efficacia dovrebbero essere collegate a dei provvedimenti di agevolazioni per le stesse attività produttive». Per le minoranze, quelle norme «troppo restrittive vanno riviste, mentre va studiato un sistema di agevolazioni per il tessuto produttivo. Non si può puntare solo sulla repressione», concludono, «bisogna creare un contesto di aiuto e sostegno per chi tutti i giorni, col proprio lavoro, crea sviluppo per il nostro paese».
Quadro «irreale e fuorviante» per il sindaco: Francesco Ciciotti ribalta il ragionamento dei gruppi di minoranza. «Il regolamento», sottolinea, «serve come un deterrente per quei commercianti che non versano i tributi dovuti per la raccolta dei rifiuti mentre, al contrario delle tesi avanzate dalle minoranze, mira a garantire coloro che sono in regola e vengono danneggiati dagli evasori delle tasse. Questi, oltre a danneggiare la comunità intera, fanno anche concorrenza sleale, perché quello che si evade deve poi essere pagato dagli altri cittadini rispettosi delle regole. Si chiama equità fiscale». (m.s.)
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