Red Ronnie: «Ho rischiato grosso Dopo lo schianto una nuova vita»

Il popolare critico musicale ripercorre l’incidente stradale che lo ha visto coinvolto all’Aquila Ovest Andava a Mosciano per incontrare il medico no-vax Petrella. Messaggi e telefonate da tutta Italia
L’AQUILA. «È tutto un attimo». E ancora: «La vita è un battito di ciglia». Tra citazioni di Anna Oxa e Jimi Hendrix, Red Ronnie – uscito indenne da un incidente stradale che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi – racconta sui social al suo pubblico che «tutto è un attimo e inizia una nuova vita». Il noto critico musicale è stato dimesso dall’ospedale San Salvatore dove è stato medicato dopo lo schianto (due giorni fa) tra la sua auto e una cuspide autostradale sull’A24 all’altezza dell’Aquila Ovest.
DIMESSO
«Quando mi sono distratto un attimo per vedere sul navigatore quanto mancava all’uscita di Giulianova e ho rialzato lo sguardo», scrive il popolare conduttore radiofonico e televisivo, «mi sono trovato di fronte un cambio di carreggiata che non avevo visto segnalato ed era troppo tardi. Rumore, tutto che si accartocciava, abitacolo sfondato. Poi il silenzio. Immediatamente è arrivato una persona che viaggiava dietro di me. Mi ha chiesto come mi chiamavo. Ha cercato di farmi parlare. Faticosamente sono uscito dall’abitacolo. Il sangue sulle mani e giù dal naso. La radio che continuava a mandare le voci dello Zoo di 105. Tutto in un attimo. La mia vita era cambiata. Non sapevo di essere all’altezza dell’Aquila, ma ero consapevole che non avrei proseguito il mio viaggio, che la mia macchina non esisteva più. Poi la sirena, il poliziotto che mi dice di essere un miracolato, prima di chiedermi cosa fosse successo. Mi riconoscono subito e chiamano l’autoambulanza. Tutto è irreale. Era stata una splendida giornata e stavo andando a fare una visita dal dottor Petrella (il medico teramano Roberto, noto per le sue posizioni critiche sui vaccini, ndr). Poi sarei tornato a casa per festeggiare il compleanno di Jessica, mia figlia. Una telefonata a Morena per tranquillizzarla. Ma ero sdraiato in una autoambulanza fredda. Poi l’ospedale, dove gentilissimi mi hanno fatto ogni sorta di esami. Fino alle prime telefonate: “Cos’è successo?” Ma come fai a saperlo? “C’è sui giornali”. La lunga attesa dei referti e l’arrivo del dottor Petrella che mi porta nel suo ambulatorio di Mosciano Sant’Angelo. Rispettiamo gli impegni presi: visita e intervista. Poi una stanza d’albergo. E centinaia di telefonate e messaggi».
MESSAGGI E TELEFONATE
«Finalmente», prosegue Red Ronnie, «verso l’una di notte riesco a rispondere a tutti e mi metto a dormire. Purtroppo alle 2 e mezza mi sveglia un numero di Milano. Non rispondo. Passano altri 5 minuti e richiama. Chiedo chi è. Rtl 102.5. Li mando a quel paese. Poi mi manda un vocale Mauro Coluzzi, Platinette, per dirmi che volevano che raccontassi in diretta del mio incidente e di come stavo. Risultato: non riesco più a dormire. Per la prima volta mi rendo conto che non ho mai avuto paura ma che ho rischiato davvero di andare nell’altra dimensione, anche se non mi sono fatto praticamente nulla. Bastavano solo 5 centimetri in più del vetro del parabrezza e… puff. Non dormo per quasi tutta la notte. Sveglia alle 6.30. Torno nell’ambulatorio del dottor Petrella che mi dà gli esami da fare». Poi il conduttore, tornato a casa, fa un videoracconto con le immagini-choc dello schianto. «Capisco che sono entrato in una nuova vita».
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