Reddito di cittadinanza cancellato: corsi da muratore per ex percettori

La Scuola edile apre alla formazione dei cittadini dai 18 ai 59 anni che non riceveranno più il sussidio In provincia sono oltre 3.500 le persone che hanno avuto la comunicazione dello stop da parte dell’Inps
L’AQUILA. Un corso di formazione promosso dalla Scuola edile della provincia dell’Aquila per gli ex percettori del Reddito di cittadinanza. L’iniziativa è stata preannunciata dal presidente Sergio Palombizio ed è rivolta ai cittadini che in questi giorni hanno ricevuto la comunicazione dello stop al sussidio – a partire dal prossimo primo settembre – da parte dell’Inps. A ricevere l’sms dall’Istituto di previdenza sociale sono state finora 3.550 persone in tutta la provincia, ma il numero è destinato ad aumentare nelle prossime settimane se si considera che erano 14.700 - secondo gli ultimi dati Istat - i percettori in provincia.
corso di formazione edile
Il Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl) è una delle misure previste dal governo in sostituzione del Reddito di cittadinanza: si tratta di un sussidio di 350 euro al mese per un massimo di un anno valido per le persone dai 18 ai 59 anni ritenute “occupabili”. L’iniziativa della Scuola edile provinciale prevede un corso di formazione di sei mesi. In caso di mancata frequenza al programma assegnato il nucleo del beneficiario del reddito di cittadinanza decadrà dal diritto alla prestazione.
«I nostri uffici», spiega il presidente Palombizio, «sono a disposizione per ogni chiarimento in merito alla formazione e ai corsi che verranno erogati».
Le persone interessate potranno mettersi in contatto con la Scuola edile attraverso il numero 0862.461542 o richiedendo delle informazioni via email all’indirizzo info@esecptaquila.it.
i dati nella provincia
Sono 3.550 i cittadini della provincia che nei giorni scorsi hanno ricevuto l’sms dall’Inps per la sospensione del Reddito: si tratta dei percettori che potranno ricevere un sussidio minore per un altro anno, a patto che accettino di frequentare corsi di formazione per il lavoro. Mentre chi ne ha diritto potrà continuare a ricevere il Reddito fino a fine anno. Le tempistiche, oltre alle modalità con cui l’ente di previdenza sociale ha comunicato ai cittadini la sospensione dei sussidi, hanno scatenato le proteste dei cittadini, oltre che la reazione delle opposizioni al governo. Lo scontro ha varcato anche i confini abruzzesi: tra i primi a lanciare l’allarme la consigliera comunale dell’Aquila, Stefania Pezzopane (Pd), che ha presentato un’interrogazione al sindaco Pierluigi Biondi per assicurare «un sostegno adeguato a tutte le persone inoccupabili». A Sulmona, invece, l’assessore Attilio D’Andrea (M5S) ha chiesto l’intervento della Regione «per cercare ulteriori risorse e misure volte a prevenire possibili conflitti sociali».
la riforma
La riforma del sussidio prevede l’introduzione di nuovi strumenti in sostituzione del Reddito di cittadinanza: l’Assegno di inclusione (Adi) e il Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl). Nel primo caso, a beneficiarne saranno i nuclei familiari in cui c’è almeno un minore, una persona con disabilità o una che ha più di 60 anni. Il secondo sussidio, di 350 euro al mese per un anno, è rivolto invece alle famiglie in cui c’è almeno una persona ritenuta in grado di lavorare. Per richiedere l’assegno, le famiglie dovranno dimostrare di avere un Isee entro i 9.360 euro e un reddito familiare sotto una certa soglia. L’assegno sarà erogato per un massimo di 18 mesi, ma potrà essere rinnovato più volte per periodi successivi di 12 mesi e sarà, in sostanza, simile al Reddito di cittadinanza. Ma a ridursi, naturalmente, sarà la platea dei percettori. Maglie ancora più strette per l’accesso ai corsi di formazione: in questo caso l’Isee non dovrà essere superiore ai 6mila euro.
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