Regole sulla movida in centro Il Comune: deroghe necessarie

Il presidente di commissione Frullo: serve tolleranza in periodi di grandi eventi come la Perdonanza E sul documento approvato a maggioranza: nelle parti caratterizzanti è identico a quello concordato
L’AQUILA. «Delle deroghe, in alcuni casi, non si può fare a meno»: lo spiega Fabio Frullo, presidente della terza commissione che, nelle ultime settimane, si è riunita per affrontare il problema della movida violenta o molesta. Si doveva arrivare a un documento unitario di maggioranza e opposizione: cosa che non è avvenuta e che ha scatenato le ire della minoranza. I consiglieri di centrosinistra hanno insistito sua una serie di punti, tra cui le deroghe ad alcuni norme, come quelle sugli orari degli spettacoli che sono a discrezione dell’amministrazione.
«Ma come si fa», obietta Frullo, «a non andare oltre l’ordinario quando ci sono eventi come la Perdonanza o “Il jazz italiano per le terre del sisma”? In queste occasioni, e solo in queste, è indispensabile un livello più alto di tolleranza. Ciò non significa stravolgere le norme: tutte le prescrizioni e tutti i regolamenti comunali restano come sono, come pure resta ferma la volontà di farli osservare rigidamente».
Il presidente esprime in ogni caso soddisfazione per l’esito dei lavori della commissione, nel corso dei quali ci sono state audizioni di esterni quali residenti, associazioni di categoria o psicologi. «Credo che abbiamo trovato la quadra sul tema del disagio in generale e, su quello più pratico, della cosiddetta movida. In questo secondo caso il punto di caduta doveva essere la tutela dei commercianti che lavorano e il rispetto le regole nell’interesse di tutti». I consiglieri di opposizione hanno però sparato a zero sulla maggioranza, che avrebbe stravolto un documento concordato martedì sera ma arrivato in commissione totalmente cambiato mercoledì mattina: «Quel testo era semplicemente l’evoluzione di quello concordato in precedenza», dissente Frullo, «nelle parti caratterizzanti è assolutamente identico. Forse certe prese di posizione rientrano nel gioco delle parti».
Il documento, come approvato a maggioranza nella seduta della commissione di mercoledì mattina, «avrà effetto di indirizzo per la giunta», spiega il presidente, «e a me è stato demandato il ruolo di confrontarmi con il sindaco e i suoi collaboratori. È da valutare se deve diventare anche un ordine del giorno del consiglio comunale». Cosa che avverrà con l’altro documento, quello sul quale, secondo la minoranza, martedì sera era stato trovato un accordo poi tradito per “ordini dall’alto” arrivati all’interno della coalizione di centrodestra.(a.r.)
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