Residenzialità e servizi progetto Pd per l’Ateneo

6 Novembre 2014

I Democratici chiedono un consiglio straordinario sull’organizzazione dei poli «L’Aquila diventi città laboratorio e borse di studio legate alla ricostruzione»

L’AQUILA. Un consiglio comunale straordinario sull’Università, fulcro sociale della città e parte importante dell’economia del territorio. È quanto è stato chiesto ieri mattina da alcuni esponenti del Partito democratico locale (in particolare il consigliere comunale Stefano Palumbo, il segretario cittadino Stefano Albano, l’assessore Emanuela Di Giovambattista, il capogruppo in consiglio comunale Maurizio Capri e il segretario dei giovani democratici Mario Schettino), per dare una sterzata alla rinascita dell’Aquila impantanata da quasi sei anni in una ricostruzione sbilanciata verso l’aspetto materiale e urbanistico e poco attenta a quello sociale. L’idea di un consiglio comunale straordinario dedicato all’università – e dal quale fare uscire un documento da sottoporre a votazione – dovrebbe essere «il punto di arrivo di un lavoro che parta dal basso», ha detto Palumbo. «Un giro di ascolto che coinvolga non soltanto tutte le forze politiche, ma anche quelle economiche, nonché le associazioni, il mondo dei giovani universitari e della cultura. Tutte le voci del territorio, insomma, che hanno a che fare con l’Università e che a essa possono portare contributi utili. Naturalmente, al centro del lavoro devono esserci prima di tutto i “nodi” da risolvere da sempre dell’Ateneo aquilano: residenzialità, servizi, organizzazione dei poli universitari, possibilità di rendere L’Aquila una città laboratorio, borse di studio legate alla ricostruzione. Il progetto si svilupperà su due strade: una istituzionale, con un gruppo di lavoro permanente in consiglio comunale che avrà il compito di elaborare i temi per un documento da sottoporre alla votazione. La seconda strada sarà più politica e di ascolto della città, della quale «si farà promotore il Partito democratico», ha detto Albano. «Abbiamo già un pacchetto di proposte ma non vogliamo che sia preconfezionato, bensì da condividere e aprire a nuovi contributi».

Per Palumbo «con l’annuncio della messa a disposizione delle risorse nella legge di Stabilità, ora si apre una fase nuova nel percorso della ricostruzione: quella della progettualità, che deve essere coordinata dal Partito democratico. L’Aquila deve diventare un laboratorio di competenze e innovazione, dobbiamo attrarre i giovani dall’estero e da fuori provincia. Per farlo, servono idee, servizi e tecnologia». Tra le urgenze che il consiglio comunale deve fare proprie, ad esempio, c’è quella elaborata dal Pd aquilano che prevede la possibilità di istituire nell’ambito degli appalti per la ricostruzione, borse di studio e stage per gli studenti dell’ateneo aquilano. In sostanza viene previsto che una piccola parte degli importi per portare avanti i cantieri vengano destinati ai giovani. Una sorta di “imprenditoria etica”. Alcuni progetti, già avviati, sono stati elencati dall’assessore Di Giovambattista: centrale è mettere a disposizione degli studenti gli appartamenti del progetto Case di Coppito e Roio. «È già pronto un emendamento da presentare in Parlamento», ha detto l’assessore, «una manifestazione di interesse per affittare agli studenti gli appartamenti del Fondo immobiliare e di privati a canone concordato». Gli altri progetti sono: il ripristino dello sportello InformaGiovani «come connessione tra formazione e lavoro», ha aggiunto Di Giovambattista, «con l’idea di istituirlo nella struttura che sorgerà nell’asilo occupato, assieme alla Consulta giovanile. Poi c’è l'applicazione LiveApp, che facilita gli spostamenti e l'utilizzo dei servizi nella città realizzata con l’Adsu.

Marianna Gianforte

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