Restaurato il San Girolamo di cartapesta

L’AQUILA. Conservato per anni nei depositi del Castello cinquecentesco, il busto in cartapesta di pregevole fattura, non era mai stato esposto al pubblico. La scultura rappresenta San Girolamo ed è...
L’AQUILA. Conservato per anni nei depositi del Castello cinquecentesco, il busto in cartapesta di pregevole fattura, non era mai stato esposto al pubblico. La scultura rappresenta San Girolamo ed è stata rinvenuta nel 2012 da Lucia Arbace, allora soprintendente, che ha intuito che potesse trattarsi di un inedito di Pompeo Cesura. Fatta restaurare con fondi ministeriali nel 2017, è esposta per la prima volta dalla scorsa settimana nei locali del Munda (Museo nazionale d’Abruzzo). Il difficile lavoro di restauro sarà raccontato direttamente dal suo artefice, Umberto Maggio, domani alle 17,30 al museo, prima dell’inaugurazione della mostra “Senza polvere”, prevista per le 19, con ingresso gratuito. Il lavoro di Maggio ha voluto restituire dignità a un’opera d’arte penalizzata da pesanti rifacimenti. «I carnati originali erano occultati da uno spesso strato bruno, dietro cui, però, si intuiva una scultura di grande impatto visivo e dal ricco apparato decorativo», spiega Arbace. «La lavorazione della cartapesta era molto usata per elevare apparati scenografici in occasione di visite di personaggi illustri, come già in onore di Marcantonio Colonna nel 1567, anno in cui il Cesura realizzava questo San Girolamo, in cartapesta dipinta dorata e argentata, eccezionalmente arrivato a noi nonostante la facile deperibilità del materiale». Umberto Maggio ha seguito anche il restauro di San Sebastiano di Saturnino Gatti tornato in questi giorni al Munda dalla mostra di Bard e visibile insieme a croci, sculture del Cinquecento e due grandi dipinti realizzati da Aert Mytens per San Bernardino, finora mai visti all’Aquila. Nella mattina di domani, alle 11,30, sarà invece presentato il volume “La Madre generosa. Dal culto di Iside alla Madonna Lactans”, tema anche della mostra inaugurata a luglio e prorogata fino al 6 gennaio caratterizzata dalla performance estiva di giovani madri che hanno allattato i propri figli alla fontana delle 99 Cannelle, di fronte al museo. Alla presentazione parteciperà anche Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano da cui proviene l’immagine simbolo, l’Iside Lactans. Il libro, con quindici contributi di importanti specialisti e giovani studiosi, si snoda tra articolati percorsi. Dall’antico Egitto alle culture italiche, dalla Magna Grecia alla contemporaneità passando per la Madonna Lactans medievale.
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