Restaurato l’antico sigillo di re Ladislao

3 Novembre 2018

La pergamena su cui è impresso lo scudo gotico è stata presentata in municipio. Risale al 1400

SULMONA. La pergamena con il sigillo di re Ladislao Durazzo, che venne concesso alla città di Sulmona nel 1410 e consegnato proprio nella giornata del 2 novembre del 1465, torna al suo antico splendore. Restaurato da Mosè Di Giacomo il prezioso documento, custodito nel museo civico, è stato presentato nell’aula consiliare del Comune di Sulmona dal presidente del consiglio comunale, Katia Di Marzio e dall’assessore alla Cultura, Alessandro Bencivenga. Testimonial della cerimonia il professore Ezio Mattiocco, storico sulmonese. Lo stemma raffigura uno scudo gotico antico sul cui campo, rosso, risplendono quattro lettere d’oro, sintesi dell’emistichio ovidiano “Sulmo Mihi Patria Est”, “Sulmona è la mia patria”. Lo stemma di Sulmona fu concesso da Ladislao di Durazzo, sovrano del Regno di Napoli, a Sulmona nel 1410, ma era di epoca anteriore. Re Ladislao restituì a Sulmona un antichissimo privilegio, quel sigillo che nel 1279 Carlo I d’Angiò aveva fatto distruggere in tutte le principali città del Regno perché simbolo di libertà e autonomia dei Comuni dall’autorità regia. Autonomia e prestigio che non poteva che possedere Sulmona, capitale d’Abruzzo al tempo di Federico II.
Nel corso della cerimonia di riconsegna della pergamena, l’assessore Bencivenga ha lanciato un appello a tutti i cittadini, in particolare ad associazioni culturali e imprenditori, perché, avvalendosi delle agevolazioni fiscali previste dalle norme del cosiddetto “Art bonus”, contribuiscano al restauro e alla salvaguardia di beni del patrimonio pubblico storico e culturale. Fabio Maiorano, studioso di araldica, ha ricordato infine che il sigillo che conferì a Sulmona lo status di Universitas, ossia città, è l’emblema araldico più antico al mondo. Lo stesso emblema che oggi è raffigurato nel pavimento all’ingresso di Palazzo San Francesco. (c.l.)
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