Restituzione tasse, bocciata la proroga

12 Settembre 2018

Respinti gli emendamenti della Pezzopane per poter allungare di un anno la presentazione dei documenti richiesti

L’AQUILA. Il governo boccia la proroga di un ulteriore anno per la presentazione dei documenti sulla restituzione delle tasse sospese dopo il sisma. Respinta anche la correzione del de minimis a 500 mila euro. Gli emendamenti presentati dalla deputata del Pd, Stefania Pezzopane, che avrebbero consentito di allungare ulteriormente i tempi, non saranno inseriti nel Milleproroghe. Una doccia fredda per le aziende aquilane. «Sono stati tutti bocciati in commissione», fa sapere da Roma Pezzopane, «gli emendamenti che ho depositato per allungare di un anno i tempi per la presentazione della documentazione richiesta alle imprese dal commissario Maria Margherita Calabrò. Il tempo corre e la trattativa con l’Ue non è nemmeno iniziata: gravissimo il comportamento in commissione dei rappresentanti del governo, che non hanno risposto alle mie richieste». Tre gli emendamenti bocciati, il 9.1, 9.2 e 9.3, «tutti tesi», spiega Pezzopane, «a correggere i tempi per la presentazione della documentazione relativa al recupero degli aiuti di Stato e alla proroga di un ulteriore anno, nonché alla correzione del de minimis. Nonostante gli impegni assunti, Lega e M5S hanno bocciato tutto», afferma la parlamentare annunciando che ripresenterà gli emendamenti in aula, «nessuno ha voluto relazionare sulla trattativa con l’Ue». Api e Confindustria avevano lanciato l’allarme: «Sulle tasse non c’è tempo da perdere», le parole del direttore Api, Massimiliano Mari Fiamma, «dicembre è vicino, ma la ripresa dei lavori dopo la pausa estiva non sembra per ora riguardare l’impegno, trasversalmente preso dalle forze politiche locali, sulla risoluzione del problema. Il timore è che si arrivi a rincorrere la scadenza in affanno». Ezio Rainaldi, delegato di Confindustria alla ricostruzione ha chiesto un incontro alla Regione: «Attendiamo una risposta a breve. In ballo ci sono 2mila posti di lavoro e somme da restituire, complessivamente, tra i 30 e i 140 milioni di euro».
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