Riabilitazione, l’Asl richiede soldi ad Anesis

9 Novembre 2018

Il provvedimento riguarda le prestazioni eccedenti erogate, contenzioso con la struttura privata

AVEZZANO. La Asl richiede i fondi per prestazioni eccedenti al centro di riabilitazione Anesis srl di Avezzano.
Dopo il caso della clinica Di Lorenzo che sta affrontando un periodo di crisi a causa di mancate erogazioni per prestazioni che secondo la Asl non sarebbero dovute, ora scoppia il caso riguardante un’altra struttura privata. L’Anesis è accreditata con la Regione Abruzzo per diverse cure di riabilitazione e di logopedia. Secondo la Asl, la struttura avrebbe erogato nel corso degli anni 2010 e 2011 delle prestazioni eccedenti rispetto ai tetti di spesa assegnati con provvedimenti regionali. La Asl ha quindi liquidato e pagato il fatturato al netto delle verifiche ispettive e richiesto l’emissione delle note di credito per la parte eccedente. La clinica, secondo una delibera del direttore generale che dà mandato a un legale per recuperare le somme in questione non ancora quantificate, in più occasioni non ha ottemperato a questo adempimento pur essendo stata sollecitata. Per questo motivo ha conferito la procura a un avvocato di fiducia al fine di ottenere il pagamento del presunto debito e l’emissione delle note di credito anche alla luce di una relazione dell’amministrazione di controllo e monitoraggio delle strutture accreditate. L’Anesis è un centro di riabilitazione per il recupero e la rieducazione funzionale, con 16 anni di esperienza, autorizzato con un provvedimento regionale del 2002 e accreditato dal 2005 con delibera regionale. La capacità operativa massima quotidiana prevede 100 prestazioni ambulatoriali individuali, 100 ambulatoriali di gruppo, 100 domiciliari e 10 extramurali per utenti di tutti i distretti sanitari della Asl e di altre regioni italiane.
Anche alla clinica Di Lorenzo al centro della crisi che ha portato alla sospensione degli stipendi per 104 lavoratori c’è una decurtazione di pagamenti della Regione (circa 600 mila euro), stavolta preventiva, conseguenza dell’applicazione di una delibera di giunta regionale. Una delibera che la direzione della clinica ha giudicato «in netto contrasto con tutte le norme nazionali e con la vigente legge regionale che disciplina l’attività delle strutture pubbliche e private». La vertenza sulla questione è ancora in corso. (p.g.)
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