Riaperta la chiesa di San Paolo E spuntano fuori nuovi affreschi

28 Giugno 2023

Nei lavori di restauro dell’antico edificio sacro sono riemerse opere risalenti al periodo rinascimentale Domani prima visita guidata, domenica sarà celebrata la messa con la benedizione del luogo di culto

BARETE. La chiesa di San Paolo in Barete (per distinguerla da quella di San Paolo di Barete che si trova all’Aquila, lungo via Roma) continua a rivelarsi uno scrigno di storia e arte. Si tratta di un edificio sacro con una storia millenaria che ha attraversato le varie epoche conservando per ognuna di esse una traccia significativa che oggi, per gli studiosi, sono un libro aperto. L’ultima preziosa pagina è stata svelata nel corso dei lavori di consolidamento e restauro che si sono conclusi da poco. Sulla parete presbiteriale (quella dietro l’altare) sono venuti alla luce affreschi che, al di là del loro valore artistico, svelano storie sorprendenti. L’affresco (circa 1550-1570) che colpisce di più per la sua potenza evocativa è una Crocifissione che ha sullo sfondo l’immagine di Gerusalemme e piccole icone della Passione e della Resurrezione di Cristo. In basso, vestiti di bianco e incappucciati i membri di una Confraternita che all’epoca finanziò l’affresco e una suora, forse vivente al momento della realizzazione dell’opera, ma già in odore di santità. Le nuove scoperte (non c’è solo la Crocifissione) sono state illustrate ieri proprio nella chiesa di San Paolo in Barete (che è anche la cappella del cimitero del paese) da Claudio Gregori, sindaco di Barete, Cristina Collettini, soprintendente per L’Aquila e Teramo, Lorenza Calocero dell’Ufficio speciale comuni del cratere (Usrc), Saverio Ricci, funzionario e storico dell’arte della Soprintendenza e Giampaolo Amicosante, direttore dei lavori di restauro. L’intervento, che ha riguardato la parte strutturale-architettonica e gli apparati decorativi, è stato finanziato dall’Usrc e in parte dal Comune di Barete (24.000 euro) per complessivi 1.183.710 euro.
LA STORIA
La chiesa di San Paolo è la “chiesa madre” per gli abitanti di Barete. La prima datazione si fa risalire al IX secolo, ma l’attuale edificio è riferibile ai secoli XII-XIII. Scavi archeologici effettuati dall’Università dell’Aquila prima del 2009 hanno riportato alla luce tracce del primissimo impianto (II-III secolo dopo Cristo) al quale si aggiungono fasi costruttive in sequenza riconducibili al tardo antico-paleocristiano.
I RECENTI LAVORI
La chiesa è ad aula unica. Gli interventi di restauro e miglioramento sismico hanno riguardato il consolidamento di tutto l’apparato murario e il ripristino delle sottofondazioni con la realizzazione di un nuovo pavimento. Il ciclo di affreschi (tra cui appunto la Crocifissione) è riferibile agli ambienti artistici del XVI secolo “dominati” dalla bottega di Francesco Paolo da Montereale e da Cola dell’Amatrice. I lavori sono stati fatti dalle imprese Aterno e Norma Restauri dell’Aquila. «È stato un intervento lungo e difficile», ha dichiarato la soprintendente Cristina Collettini, «che dimostra come da un evento catastrofico, il sisma del 2009, possono emergere aspetti positivi. I preziosi apparati decorativi riscrivono la storia di questo luogo e ci raccontano di una fase importante per questa chiesa anche durante il Rinascimento».
«È un momento molto significativo per la mia comunità», ha dichiarato, nel corso del suo intervento, il sindaco di Barete Claudio Gregori, «che oggi si riappropria di un luogo che è parte integrante della nostra storia e della nostra identità».
RIAPERTURA
Per domani, festa di San Pietro e Paolo, è stata organizzata un’apertura straordinaria con visita guidata a partire dalle 16,30 mentre domenica 2 luglio in mattinata ci sarà la messa con il rito di ribenedizione e la riapertura ufficiale al pubblico della chiesa.