Riaperto il forno sociale a legna Era da anni in totale abbandono

9 Dicembre 2021

Villa San Sebastiano: l’iniziativa è della chef Lucia Tellone che ora vuole coinvolgere anche gli alunni  Gli utenti contribuiscono portando solo la legna necessaria per cuocere pane, pizze, dolci e legumi

TAGLIACOZZO. Recuperare in qualche modo quei valori della civiltà contadina che, a partire dagli anni Sessanta sono stati spazzati via dalla società consumistica. È ciò che si è proposta Lucia Tellone, una giovane chef di Villa San Sebastiano, frazione di Tagliacozzo, riattivando un forno collettivo a legna da decenni in totale abbandono. Un tempo il forno comune, detto anche sociale, costituiva un posto di ritrovo, un ambiente in cui socializzare. Nell’attesa che il pane venisse sfornato le nostre nonne e bisnonne chiacchieravano, raccontavano le proprie vicende, scherzavano, e, nel momento del bisogno, erano pronte ad aiutarsi reciprocamente. Una concezione del mondo e della vita propria della cultura contadina, basata sulla condivisione, la solidarietà, il rispetto, che oggi, purtroppo, si è persa. Questo forse spiega l’interesse che l’iniziativa di Lucia Tellone ha suscitato non solo tra gli abitanti di Tagliacozzo, ma anche tra quelli di altri paesi della Marsica che ne sono venuti a conoscenza. Come dimostra la crescita, in brevissimo tempo (il forno è aperto da circa un mese), del numero delle persone che il sabato vengono a infornare non solo il pane, ma anche pizze, focacce, ciambelle, biscotti, legumi. Il forno riattivato è stato costruito nei primi anni ’50 a Villa Nuova, sorta dopo che un’alluvione aveva distrutto l’antico centro abitato. Le persone interessate al forno il venerdì sera, utilizzando il lievito madre, cioè a fermentazione naturale, fornito dalla stessa Tellone, fanno lievitare l’impasto e l’indomani, a partire dalle 11, possono andare a infornare il pane e non solo. «Prima», spiega la Tellone, «inforniamo le pizze, successivamente il pane, il cui tempo di cottura varia dai 40 minuti a un’ora, e alla fine i dolci. La sera vi lasciamo, senza metterli a mollo, i legumi (fagioli, ceci, lenticchie) i quali, anche se il forno è spento, con il calore, durante la notte, si cuociono. Così la mattina ciascuno può venire a ritirare la propria pentola. Il forno», prosegue la Tellone, «aperto a tutti. Non si tratta solo di risparmiare e di tornare ai vecchi sapori, ma anche di tutelare l’ambiente riducendo l’uso dei contenitori di plastica e il consumo di carburante per il trasporto. Chiunque utilizza il forno, non paga un centesimo», precisa la Tellone, «contribuisce solo portando qualche ciocco o fascina, per accendere il fuoco». In questa iniziativa la Tellone intende coinvolgere anche i ragazzi. «Prima di Natale», dice, «inviterò gli alunni, accompagnati dagli insegnanti, a partecipare al processo di panificazione. Credo che ne rimarranno entusiasti».
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