Riapertura dei negozi, si rischia il flop

De Panfilis (Oltre la saracinesca): «Non tutti sono pronti, serve un lavoro di squadra per superare il momento difficile»
SULMONA. Mancano due giorni alla riapertura di bar, locali e attività, ma in città non tutti sono pronti a rialzare la saracinesca. Del resto, dopo più di due mesi di lockdown, che per le partite Iva si traduce con mancati incassi per oltre 60 giorni, e con le misure di sicurezza imposte dall’Inail, in molti non rialzeranno proprio le serrande. Nasce anche per denunciare questa situazione di ulteriore difficoltà, ai già tempi difficili del Covid, il comitato “Oltre la saracinesca”, composto da imprenditori alle prese con la fase 2. Il movimento nasce da una costola del più ampio gruppo di baristi, pizzaioli e ristoratori, 60 persone, che nei giorni scorsi è stato ricevuto in Comune. «Tale bisogno nasce dalla convinzione che in sinergia, facendo lavoro di squadra, si possa fare sicuramente meglio, rispetto a ciò che si potrebbe fare singolarmente, poiché si è sempre più a rischio di uno sconforto generalizzato», interviene il presidente Venanzio De Panfilis. «Il nostro scopo prioritario è di rappresentare l’intero settore commerciale al dettaglio, in tutte le forme legali e di tutelare il diritto al lavoro, per meglio affrontare il periodo di emergenza Covid-19, sicuramente annoso e difficile». Ci sono già un atto costitutivo e il consiglio direttivo, formato da soggetti con partite Iva, in rappresentanza di varie attività commerciali e di diversa tipologia. I componenti sono Venanzio De Panfilis, presidente, Maria Isabella Cianferna, vice, Alessandro Candido e Olivia Casini, segretari, e i consiglieri Attilio Leombruni, Luigi Sito, Settimio Berarducci, Marcello Villani. Il Comitato, nei prossimi giorni, chiederà un incontro con i rappresentanti istituzionali, delle forze dell’ordine, sindacali, dell’imprenditoria e con i cittadini-consumatori. «Il fine è di creare una forza unitaria con maggior cooperazione, per favorire la ripresa e il rafforzamento del tessuto sociale ed economico di un’area, quella della conca di Sulmona, come polo attrattivo con i Comuni delle Valli circostanti, ormai da decenni in affanno», aggiunge De Panfilis, «parliamo di un’area interna messa a durissima prova da una crisi infinita e penalizzata anche da una politica priva della necessaria coesione, che non può essere all’altezza di fronteggiare le grandi sfide del nostro tempo». Scende in campo anche la Confesercenti con Pietro Leonarduzzi e Angelo Pellegrino. «Se non si riparte il Centro Abruzzo è rovinato», incalzano. «Basti pensare a tutti i dipendenti che sono in cassa integrazione con la stragrande maggioranza che non ha ricevuto nulla, o ai crediti che le banche avrebbero dovuto garantire ai piccoli imprenditori, quei famosi 25mila euro che sono diventati una chimera».
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