Riapre ai fedeli la chiesa di San Giuseppe

13 Marzo 2016

Il piccolo luogo sacro è destinato al culto cristiano e a quello ortodosso È stato restaurato dalla Fondazione Carispaq per il Centenario del terremoto

AVEZZANO. Il vescovo dei Marsi Pietro Santoro, l’ha definita «un’icona della sofferenza», mentre per il sindaco, Gianni Di Pangrazio, è «il simbolo di una città che è ripartita dopo il dolore». La piccola chiesa di San Giuseppe Lavoratore è un piccolo scrigno che si apre nel cuore della città. Destinata a giorni alterni al culto cristiano e al culto ortodosso (curato da padre Daniel Mititelu) è stata riaperta dopo un intervento di restauro finanziato dalla Fondazione Carispaq, nell’ambito delle iniziative per il centenario del terremoto. La chiesa venne costruita qualche anno dopo il terremoto del 1915 e fu per anni l’unico luogo di culto della città. Il parroco, don Antonio Pecce, ha voluto fortemente che venisse restaurata perché «ha rappresentato per anni un rifugio per tante persone che avevano perso la propria abitazione e qui hanno trovato la casa di Dio». E così i restauratori, sotto l’occhio vigile della Soprintendenza, si sono messi al lavoro e hanno risistemato la facciata, con la ricostruzione dei cornicioni di coronamento, della zoccolatura mancante e il ripristino dell’intonaco originario in finto travertino, e hanno installato una nuova lunetta realizzata da Rita Monaco con delle mattonelle in ceramica e risistemato gli altari interni in marmo e gli arredi lignei della sagrestia. «Ci tenevamo molto a questo intervento», ha commentato il presidente della fondazione Carispaq, Marco Fanfani, «il merito va riconosciuto ai consiglieri marsicani che hanno seguito il progetto e l’iter. Il nostro obiettivo è quello di tutelare le comunità e riconoscerne la loro identità». Il consigliere Enrico De Cristofaro ha ricordato l’importanza della chiesa nel periodo post sisma, mentre la soprintendente, Maria Giulia Piccione, si è soffermata sugli interventi messi in atto con la collaborazione dei tecnici dell’Ente per ridare alla chiesa la luce di un tempo. «Ringrazio la curia e la fondazione Carispaq», ha precisato il sindaco Di Pangrazio. Il vescovo Santoro, prima della cerimonia religiosa, ha sottolineato: «questo luogo sacro rappresenta la memoria storica della città e la restituzione di un passato che rivive nell’oggi».

Eleonora Berardinetti

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